Banca Carige, nel trimestre perdita in calo a € 8,7 mln

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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Carige riunitosi in data odierna ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2022.

Nel corso del periodo, grazie al graduale consolidamento degli effetti del nuovo modello di servizio rilasciato nel 2021, si è ulteriormente rafforzata l’accelerazione dei proventi operativi, complessivamente pari a €112,0 milioni, segnando un +14,8% rispetto al primo trimestre 2021(che si confronta con un +3,2% del Sistema) e un +10,2% rispetto al trimestre precedente, miglior risultato dal 2018.

Il margine di interesse (€ 40,0 milioni) cresce del 13,1% nell’anno e del 3,4% rispetto al trimestre precedente, grazie soprattutto alla riduzione del costo della raccolta.

Positivo anche il trend delle commissioni nette, pari a €57,3 milioni, che mostrano un incremento dell’11,8% rispetto ai primi tre mesi del 2021 ed una sostanziale tenuta rispetto al dato dell’ultimo trimestre nonostante il rallentamento dell’attività di collocamento, dovuto all’instabilità dei mercati.

Gli oneri operativi (€91,7 milioni; -4,2% nell’anno e -10,9% rispetto all’ultimo trimestre) proseguono nell’ormai consolidato percorso di strutturale ridimensionamento, sia nella componente relativa alle spese per il personale (€50,6 milioni; -7,1% nell’anno includendo l’effetto positivo pari a €3,7 milioni per l’attualizzazione delle somme accantonate per il Fondo di Solidarietà di settore), sia in quella relativa alle spese amministrative della gestione corrente (€29,7 milioni; -7,0% nell’anno).

In presenza di un portafoglio crediti deteriorati verso clientela contenuto, che ha mantenuto elevata la propria qualità, il costo del rischio del credito verso clientela nei tre mesi si è attestato a 42 bps annualizzati (33 bps del 2021), avendo già incorporato l’adeguamento dello scenario di rischio inclusivo degli effetti del conflitto Russo-Ucraino; diminuiscono l’esposizione deteriorata netta a €290,7 milioni (vs €309,2 milioni a dicembre) e l’NPE ratio netto al 2,4% (5,0% l’NPE ratio lordo).

Ciò è reso possibile dal profilo di rischio del portafoglio crediti a privati e imprese (€11,8 miliardi; +0,4% nei tre mesi e +1,0% nei dodici mesi) particolarmente moderato, con crediti assistiti da garanzie per l’82% dell’aggregato: il 61% da garanzie reali e circa il 21% da garanzia statale (il 54% del portafoglio chirografo).

Le moratorie – concesse a sostegno delle famiglie e degli imprenditori – in vita al 28 febbraio 2022 sono diminuite a €33,0 milioni (€441,1 milioni a fine dicembre) per effetto della scadenza dell’ultima proroga degli interventi governativi ai sensi dell’Art. 56 DL Cura Italia fissata al 31/12 u.s.

La raccolta diretta da privati e imprese, si conferma stabile sui livelli di dicembre a €13,4 miliardi, sia nella componente a breve termine (€12,5 miliardi), sia in quella a medio/lungo (€0,8 miliardi) ma in crescita rispetto ai €12,9 miliardi al 31 marzo dell’esercizio precedente, grazie alla componente a breve, aumentata di €650,0 milioni (+5,5% annuo). Il risparmio gestito si assesta a €11,9 miliardi (€12,1 miliardi a dicembre e €11,5 miliardi a marzo 2021), con la dinamica trimestrale che, in linea con l’andamento di tutto il settore, risulta fortemente influenzata da una minore propensione al rischio degli investitori e da un effetto mercato negativo (-2,3% la performance trimestrale vs. -3,5% del Sistema); la nuova produzione netta fa segnare un +0,3% rispetto a dicembre 2021. All’interno dell’aggregato i Fondi comuni sono pari a €5,5 miliardi (€5,7 miliardi a dicembre 2021); stabili le gestioni patrimoniali (€0,6 miliardi) e i prodotti bancario-assicurativi (€5,8 miliardi).

Superiori al mercato le performance registrate dal credito al consumo la cui produzione è aumentata del 67,1% nel trimestre (vs un +24,9% del Sistema); in tale ambito si evidenziano i trend dei prestiti personali (+80,5% vs +33,2% del Sistema) e della cessione del quinto (+41,9% vs +3,8% del Sistema).

Il livello di RWA – Risk Weighted Assets (determinati secondo l’approccio standard) rimane stabile a €9,1 miliardi, con indicatori di solidità patrimoniale phased in pari a CET1 ratio 9,7%7 e Total Capital ratio 12,0% che beneficiano della flessibilità concessa dal Regolatore sui buffer patrimoniali in considerazione del contesto pandemico (8,83% e 13,75% i rispettivi ratio, inclusivi del Capital Conservation Buffer pari al 2,50%, richiesti con la SREP Decision).

Gli stessi sono destinati a rafforzarsi di oltre 5 punti percentuali in relazione al previsto versamento in conto capitale di €530 milioni da parte del FITD, includendo il quale i ratio proforma ammontano rispettivamente a CET1 15,8%4 e Total capital ratio 18,1%, livelli ampiamente superiori ai requisiti regolamentari comprensivi dei buffer patrimoniali.

La posizione di liquidità del Gruppo si mantiene solida, con cassa e attività libere prontamente stanziabili (Counterbalancing Capacity) che ammontano a €4,6 miliardi (€4,1 miliardi a dicembre 2021) e indicatori di liquidità superiori ai requisiti prudenziali. I tre mesi del 2022 chiudono con un risultato ante-imposte pari a -€7,2 milioni (-€36,0 milioni quello del primo trimestre 2021 e -€20,2 milioni quello del quarto trimestre 2021), in miglioramento rispetto ai periodi precedenti e alle previsioni per il periodo.

Il trimestre non include l’effetto economico positivo derivante dalla mancata iscrizione di DTA (Deferred Tax Assets) pari a circa € 2 milioni che porta il totale cumulato delle DTA a circa €1,3 miliardi. Di queste, €774 milioni risultano iscritte a Bilancio al 31 marzo 2022 e €517 milioni risultano fuori Bilancio. Il Gruppo, in partnership con player di primo piano, ha confermato il proprio sostegno al tessuto produttivo anche tramite iniziative volte a semplificare l’accesso della clientela imprenditoriale ai bandi di finanza agevolata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), come il plafond da €100 milioni dedicato al settore turistico, settore chiave dei territori di riferimento, e la consulenza dedicata all’imprenditoria femminile, offrendo il proprio sostegno allo sviluppo sociale del Paese.

Al supporto dedicato alle imprese si affianca quello offerto ai cittadini, tramite semplificazione dei pagamenti verso la pubblica amministrazione. Consapevole delle sfide che attendono il sistema economico globale, con i rischi climatici che si presentano con sempre maggior forza, il Gruppo ha intrapreso azioni volte a conciliare il sostegno alla propria clientela con quello per l’ambiente: già nel secondo semestre 2021 è stata avviata una mappatura del portafoglio crediti secondo una classificazione che considera diversi elementi tra cui la tassonomia UE.

Si è affiancata nei mesi successivi l’offerta di prodotti di investimento green, quali il Fondo Arca Oxygen Plus, distribuito dalla rete del Gruppo, che ha consentito la forestazione all’interno del Parco Naturale Regionale di Montemarcello – Magra- Vara, e il prestito personale Mysura Green, che, nell’ambito dell’iniziativa “Carige e Creditis for Treedom”, consente ai clienti di adottare un albero e seguirne la storia, unitamente a quella delle comunità locali in cui il progetto si inserisce. A obiettivi di sostenibilità è orientato il nuovo certificate emesso da Banca Cesare Ponti, che vede come sottostante un indice ESG dell’Eurostoxx.

La vicinanza alla comunità si esprime anche attraverso la promozione dello sviluppo culturale, con la mostra gratuita “Genova Pittrice” che raccoglie 33 opere di maestri fiamminghi e genovesi provenienti dalle collezioni della Banca e della Fondazione Carige, nel quadro della kermesse artistica dedicata da Genova al Barocco. Nell’attuale e drammatica emergenza umanitaria, il Gruppo assolve la propria missione di attenzione ai bisogni di tutti gli stakeholders attraverso aiuto e solidarietà concreti alla popolazione ucraina, stanziando fondi alla Caritas diocesana di Genova che fornisce assistenza diretta all’accoglienza delle famiglie.

Francesco Guido, Amministratore Delegato di Banca Carige commenta così i risultati: “Il Consiglio di Amministrazione esprime soddisfazione per il miglior risultato operativo conseguito dalla Banca dal 2016.I risultati confermano la validità delle strategie a suo tempo impostate per assicurare sia un profilo di rischio molto basso e sostenibile, sia un rilancio commerciale solido, che oggi si riflette su volumi e ricavi in continuo incremento, nonostante alcune misure di rafforzamento non abbiano ancora dispiegato per intero gli effetti previsti. Ringrazio tutto il Personale di Carige per l’impegno e la tenacia e i nostri clienti per la fiducia riconfermata”

Intermediazione e aggregati patrimoniali

Le attività finanziarie intermediate si attestano a €38,0 miliardi con la raccolta diretta a €16,2 miliardi rispetto ai €16,3 miliardi di fine dicembre per via della dinamica dei pronti contro termine (-€94,0 milioni nel trimestre).

La raccolta diretta da privati e imprese (retail) rimane stabile a €13,4 miliardi nel trimestre, con la componente dei conti correnti che cresce di €59,3 milioni, a €12,4 miliardi. Sostanzialmente stabili anche i titoli in circolazione, a €2,6 miliardi stabili rispetto ai €2,6 di fine 2021. L’effetto mercato che ha negativamente caratterizzato i primi tre mesi dell’anno ha condizionato l’andamento della raccolta indiretta, che si attesta a €21,8 miliardi (€22,6 miliardi a fine dicembre 2021), con la componente gestita a €11,9 miliardi (€12,1 miliardi a fine dicembre 2021; sostanzialmente stabile al netto dell’effetto mercato) e quella amministrata a €9,9 miliardi (€10,5 miliardi a fine dicembre 2021). Stabili i debiti verso banche, a €3,8 miliardi; l’ammontare complessivo del rifinanziamento con BCE (T-LTRO III) è pari a €3,5 miliardi.

I crediti verso clientela lordi si attestano a €12,4 miliardi, sostanzialmente stabili nei tre mesi (€12,3 miliardi il dato di fine dicembre 2021); al netto delle rettifiche di valore (pari a €0,4 miliardi) ammontano a €11,9 miliardi netti (stabili nel trimestre).

Qualità del credito

I crediti deteriorati lordi per cassa alla clientela valutati al costo ammortizzato ammontano a €613,1 milioni (€290,7 milioni al netto delle rettifiche di valore), in marginale contrazione rispetto a dicembre 2021 (-0,9% sui lordi e -6,0% sui netti) a conferma della tenuta della qualità del credito in portafoglio nonostante le aumentate criticità del contesto geopolitico e macroeconomico con i severi lockdown in Cina e le sempre più evidenti pressioni inflazionistiche. Per quanto riguarda i livelli di incidenza del credito deteriorato sul totale del portafoglio crediti l’NPE ratio lordo risulta stabile al 5,0% e l’NPE ratio netto scende al 2,4% (2,6% a dicembre).

Nel dettaglio: le sofferenze lorde ammontano a €247,2 milioni, €82,1 milioni al netto delle rettifiche di valore, con un coverage in crescita pari al 66,8% (68,4% inclusi i write-off); le inadempienze probabili lorde sono pari a €352,9 milioni, €198,3 netti, con un coverage in crescita pari al 43,8% (44,0% inclusi i write-off), mentre le esposizioni scadute lorde ammontano a €13,0 milioni, €10,3 netti, con un coverage in crescita al 20,9% (21,0% inclusi i write-off). Il coverage del portafoglio in Bonis rimane stabile allo 0,8%.

Il Texas Ratio (rapporto tra impieghi deteriorati netti e patrimonio netto tangibile al netto del risultato di periodo) si colloca al 24,5%. Con riferimento agli eventi bellici che, a partire dalla fine di febbraio 2022, hanno coinvolto Ucraina e Russia, si conferma quanto già indicato nel bilancio al 31 dicembre 2021: gli impatti del conflitto, strettamente correlati all’evolversi dello stesso, sono mitigati dal fatto che l’operatività della Banca è esclusivamente concentrata sul territorio nazionale e dal fatto che non sono in essere rapporti, diretti ed indiretti, di ammontare significativo tra il Gruppo e controparti russe (l’esposizione diretta è inferiore allo 0,1%4 del portafoglio crediti totale).

Gestione della posizione di liquidità e portafoglio titoli

La posizione di liquidità del Gruppo si mantiene solida con cassa e attività libere prontamente stanziabili (Counterbalancing Capacity) che ammontano a €4,6 miliardi (€4,1 miliardi a dicembre 2021).

Il Liquidity Coverage Ratio (“LCR”) si colloca al 247% (230% a dicembre 2021) e il Net Stable Funding Ratio (“NSFR”) è stimato maggiore di 110%, livelli superiori ai requisiti minimi prudenziali stabili dalla Vigilanza.

Il portafoglio titoli (al netto della partecipazione in Banca d’Italia) risulta pari a €2,8 miliardi, di cui oltre l’87% (€2,5 miliardi) è rappresentato da titoli di Stato con duration pari a 0,3 anni (0,4 a dicembre 2021).

Fondi propri e coefficienti patrimoniali

Al 31 marzo 2022, il CET1 ratio phased-in è pari al 9,7% (rispetto all’8,83% richiesto) e il Total Capital ratio phased-in al 12,0% (rispetto al 13,75% richiesto), con un livello di RWA pari a €9,1 miliardi (sostanzialmente stabile rispetto a dicembre 2021). Il CET1 Ratio IFRS 9 fully phased è stimato pari all’8,8%, mentre il Total Capital Ratio IFRS 9 fully phased è stimato pari all’11,1%; il CET1 Ratio IFRS 9 fully phased pro-forma includendo il previsto versamento in conto capitale di €530 milioni da parte del FITD è stimato pari a 15,0% e il Total Capital Ratio IFRS 9 fully phased pro-forma è stimato al 17,3% Gli indicatori patrimoniali, che al momento beneficiano della flessibilità concessa dal Regolatore sui buffer patrimoniali in considerazione del contesto pandemico, proformati includendo l’intervento patrimoniale preventivo per un importo pari a €530 milioni nella forma del versamento in conto capitale, approvato dagli Organi statutari del FITD nell’ambito dell’accordo siglato con BPER Banca il 14 febbraio u.s., si attesterebbero: CET1 ratio phasedin al 15,8% e Total Capital ratio phased-in al 18,1%, con un livello di RWA pari a €9,3 miliardi, livelli ampiamente superiori ai requisiti regolamentari comprensivi dei buffer patrimoniali.

Il Leverage Ratio phased-in è stimato pari al 3,9% (3,5% fully phased).

I risultati economici

I tre mesi 2022 chiudono con una perdita netta di pertinenza della Capogruppo pari a €8,7 milioni e si confrontano con il -€39,7 milioni del primo trimestre 2021

Nel dettaglio, il margine operativo lordo dei tre mesi del corrente esercizio è positivo per €20,3 milioni, confermando il trend di progressivo recupero della marginalità evidenziato nella seconda metà del 2020 e 2021, e deriva da proventi operativi per €112,0 milioni e oneri operativi per €91,7 milioni.

Tra i proventi, il margine di interesse è pari a €40,0 milioni (€35,4 milioni nel primo trimestre 2021) e le commissioni nette ammontano a €57,3 milioni (€51,2 milioni nel primo trimestre 2021). Il contributo della gestione finanziaria corrente nei tre mesi è stato pari a €13,1 milioni, di cui €10,2 milioni di dividendi quasi interamente riferiti alla partecipazione in Banca d’Italia (oggi al 3,001%).

Gli oneri operativi si attestano a €91,7 milioni (€95,7 milioni nel primo trimestre 2021) e, fra questi, le spese per il personale ammontano a €50,6 milioni (€54,4 milioni nel primo trimestre 2021), risultando in progressiva e costante flessione, anche per il beneficio derivante dall’attualizzazione sulle somme accantonate per il Fondo di Solidarietà di settore, pari a €3,7 milioni.

Nel trimestre il personale diminuisce a 3.260 unità (3.276 unità al 31 dicembre 2021). Le spese amministrative della gestione corrente si attestano a €29,7 milioni (€32,0 milioni nel primo trimestre 2021) e le rettifiche su immobilizzazioni materiali e immateriali della gestione corrente ammontano a €11,4 milioni.

Le rettifiche di valore nette su crediti verso banche e clientela, inclusive delle variazioni di fair Value dei crediti classificati tra le Attività valutate obbligatoriamente al Fair Value, ammontano a €16,7 milioni (€25,2 milioni nel primo trimestre 2021).

Le svalutazioni, nell’ambito di un contesto di elevata incertezza, includono le dinamiche di portafoglio – che risentono in parte degli effetti positivi della crescita economica post pandemia osservata nel corso del 2021 – e le azioni poste in essere per tenere in considerazione gli effetti relativi alla crisi Russia/Ucraina (tra €3,5 e €4,5 milioni ), che recepiscono l’aggiornamento degli scenari macro economici (che hanno ridotto le previsioni di crescita rispetto a quanto stimato a gennaio 2022) e l’introduzione di alcuni overlays specifici sulle controparti più rischiose appartenenti ai settori maggiormente vulnerabili agli effetti del conflitto. Il costo del rischio13 dei tre mesi (annualizzato) risulta pari a 42 bps.

Il margine operativo netto risulta positivo per €3,6 milioni (-€23,2 nel primo trimestre 2021).
I tributi e oneri di sistema (SRF e DGS), unitamente ai canoni DTA, ammontano a complessivi €14,0 milioni (€13,8 milioni nel primo trimestre 2021), portando a un risultato lordo ante imposte negativo per €7,2 milioni (-€36,0 nel primo trimestre 2021). La voce imposte risulta negativa per €1,3 milioni, portando – al netto dei terzi – ad un risultato di periodo di pertinenza della Capogruppo pari a -€8,7 milioni (-€39,7 nel primo trimestre 2021).

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Con riferimento alla richiesta di diffusione di informazioni ai sensi dell’art. 114, comma 5, del TUF, contenuta nella Comunicazione pervenuta da Consob in data 15 marzo 2017, si ricorda che in data 14 febbraio u.s. il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (di seguito anche “FITD”), lo Schema Volontario (di seguito anche “SVI”) e il Gruppo BPER Banca, al termine di un periodo di due diligence della durata di quattro settimane, hanno definito e sottoscritto un contratto di acquisizione della partecipazione di controllo pari a circa l’80,0% del capitale sociale di Banca Carige, il cui closing, subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari e di legge, è previsto entro il 30 giugno p.v.

Nella riunione del 5 maggio u.s. il Consiglio di Amministrazione di Banca Carige ha quindi preso atto della comunicazione pervenuta dal socio di controllo con la quale il FITD ha manifestato la ragionevole aspettativa che l’esecuzione del contratto per la cessione della partecipazione di controllo nel capitale sociale della Società a BPER Banca possa aver luogo nella prima decade del mese di giugno 2022 e ha deliberato la convocazione dell’Assemblea dei soci il 15 giugno 2022 per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione.

Si rammenta infine che in data 4 febbraio 2022 la Banca Centrale Europea aveva inviato a Banca Carige la final decision al termine del Supervisory Review and Evaluation Process 2021 (“SREP letter 2021“) che, alla luce della sottoscrizione del summenzionato contratto per la business combination intervenuta nel frattempo, è stata successivamente emendata posticipando al 30 settembre 2022 il termine per rispondere alle richieste del Regolatore in caso di mancato perfezionamento dell’operazione, come comunicato dalla Banca in data 1° aprile 2022.

Si ritiene pertanto che, alla luce di quanto sopra esposto, il Piano Industriale aggiornato, elaborato in ottica stand-alone e approvato dal Consiglio di Amministrazione il 23 febbraio 2021 per il triennio 2021-2023, diventerà non più idoneo a rappresentare le strategie e le aspettative di evoluzione economico-patrimoniali del Gruppo Carige, così come l’aggiornamento del Budget operativo per il 2022, approvato il 9 marzo u.s. per incorporare fra gli altri, i dati consuntivi contabili del 2021 e un nuovo scenario macroeconomico (Rapporto di Previsione Prometeia – dicembre 2021), elaborato ancora in ottica stand-alone e non comprensivo, pertanto, di tutte le potenziali sinergie di costo e di ricavo che il prossimo ingresso nel perimetro del Gruppo BPER potrà generare.

(GD – www.ftaonline.com)

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