Asia tenta recupero su vittoria Biden. Nikkei 225 in declino

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Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dell’1,08% giovedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza ribassista è proseguita anche se a fine giornata i listini hanno tentato un recupero, in scia a ulteriori conferme in arrivo dagli Usa sulla vittoria di Joe Biden nella corsa per la Casa Bianca (secondo Edison Research sarebbe ufficiale la conquista dell’Arizona). A deprimere i mercati asiatici, come già successo a Wall Street, era stata ancora la seconda ondata dell’epidemia di coronavirus che continua a mettere in secondo piano l’ottimismo per il possibile arrivo di un vaccino contro il Covid-19. Il recupero è testimoniato comunque da un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove poco sopra la parità dopo avere azzerato le perdite iniziali.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso ma il parallelo progresso di circa lo 0,20% dello yen sul biglietto verde contribuisce a frenare la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,53% (fa ampiamente peggio l’indice più ampio Topix, in declino dell’1,33%). Sul fronte macroeconomico, secondo la Reserve Bank of India (Rbi), il Pil del gigante asiatico dovrebbe avere registrato una contrazione dell’8,6% annuo nel secondo trimestre dell’esercizio 2020-2021, dopo il crollo del 23,9% del primo. Il dato, migliore rispetto al declino del 10,4% del consensus di Bloomberg, segnerebbe lo scivolamento in recessione tecnica dell’India per la prima volta nella storia.

Secondo il Wall Street Journal, sarebbe stata personalmente del presidente cinese Xi Jinping la decisione di fermare l’Ipo record di Ant Group (con una raccolta potenziale di oltre 30 miliardi), prevista per lo scorso 5 novembre al Shanghai Stock Exchange e all’Hong Kong Stock Exchange.

Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 alla fine segnano cali dello 0,86% e dell’1,05% rispettivamente, contro la flessione dello 0,27% dello Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: a meno di un’ora dallo stop alle contrattazioni l’Hang Seng perde infatti circa lo 0,40% (fa anche peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica, in ribasso intorno allo 0,80%). Crescita dello 0,74% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,20% il deprezzamento dell’S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR – www.ftaonline.com)

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