Asia-Pacific in positivo. Il Nikkei 225 perde però lo 0,26%

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Dopo una chiusura d’ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi venerdì dell’1,39%), la tendenza in positivo è proseguita in Asia con l’inizio della nuova settimana. A trainare la performance sono le piazze cinesi, su aspettative di una rapida ripresa dell’economia di Pechino. Fattori ribassisti sono invece la fase di stallo dei negoziati per il nuovo piano di stimolo Usa e timori per i risultati corporate (a fronte di deboli dati macroeconomici) in Giappone, che fanno di Tokyo l’unica tra le principali piazze della regione a perdere terreno. Il risultato complessivo è invece di un guadagno intorno all’1% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove sui massimi degli ultimi due anni e mezzo.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato rialzo a fronte di uno yen sostanzialmente invariato sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde in chiusura lo 0,26% (andamento simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,24%). Sul fronte macroeconomico, in settembre i prezzi alla produzione sono calati in Giappone dello 0,8% annuo, in peggioramento rispetto al declino dello 0,6% di agosto e contro il ribasso dello 0,5% del consensus. In agosto gli ordini di macchinari industriali core (escludendo cioè quelli per la generazione elettrica e quelli navali) sono invece scesi del 15,2% annuo, in miglioramento rispetto al crollo del 16,2% di luglio e a fronte di una contrazione del 15,6% attesa dagli economisti.

Sabato la People’s Bank of China (PboC) ha annunciato di fatto l’eliminazione dei requisiti di riserva sui contratti forward (in precedenza erano pari al 20%) sullo yuan, rendendo più facile scommettere contro la sua valuta (apprezzatasi dell’1,4% sul dollaro venerdì).

A meno di un’ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in crescita di circa il 2,40% e il 2,70% rispettivamente, contro il rally di poco meno del 3% dello Shenzhen Composite. Molto bene anche Hong Kong: l’Hang Seng guadagna infatti circa il 2,30% (fa anche meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica, in rialzo del 3%). A Seoul il Kospi è in progresso di circa lo 0,40% mentre a Sydney l’S&P/ASX 200 segna un apprezzamento dello 0,49% in chiusura.

(RR – www.ftaonline.com)

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