Asia-Pacific contrastata. Nikkei 225 in ribasso dello 0,41%

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Dopo una nuova seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq, deprezzatosi giovedì dello 0,47%), alla riapertura dei mercati in Asia la tendenza si è fatta maggiormente contrastata. In attesa dei dati sul Pil cinese, in pubblicazione settimana prossima, gli investitori continuano a guardare con apprensione all’impennata dei contagi da Covid-19 a livello globale. L’ottimismo viene anche frenato dallo stallo su nuovi piani di stimolo in Usa. I moderati guadagni iniziali si azzerano nel corso della giornata e il risultato è una perdita intorno allo 0,20% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso e il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde contribuisce a deprimere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,41% (fa peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,86%). Fast Retailing chiude in rally del 4,27% piazzandosi in vetta al Nikkei 225 di cui è il titolo con il maggior peso. Il colosso giapponese della grande distribuzione d’abbigliamento ha comunicato giovedì il crollo del 42% annuo per l’utile operativo, attestatosi nell’esercizio chiuso lo scorso 31 agosto a 149 miliardi di yen (1,21 miliardi di euro), sopra però ai 137 miliardi (1,11 miliardi di euro) del consensus di Refinitiv.

Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Xinhua, in Cina le nuove regole per le Ipo (entrate in vigore nel luglio 2019 per lo Star Market di Shanghai e dallo scorso giugno anche per i collocamenti sul ChiNext di Shenzhen) saranno estese agli altri mercati quando sarà approppriato. “La Cina sceglierà il momento opportuno per portare avanti in modo completo le riforme di registrazione nel tentativo di migliorare la funzione dei mercati dei capitali”, ha dichiarato Yi Huiman chairman di China Securities Regulatory Commission (Csrc, l’autorità di controllo dei mercati finanziari cinesi).

A meno di un’ora dal termine degli scambi lo Shanghai Composite si muove sulla parità, contro perdite intorno allo 0,30% e allo 0,60% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Bene invece Hong Kong: l’Hang Seng guadagna infatti quasi l’1% (fa anche meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica, comunque in rialzo dell’1,50% circa). Declino intorno allo 0,70% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney l’S&P/ASX 200 segna una flessione dello 0,54% in chiusura.

(RR – www.ftaonline.com)

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