Asia-Pacific contrastata. Nikkei 225 in declino dello 0,42%

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Dopo una seduta in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,87% giovedì), la tendenza rialzista è complessivamente proseguita in Asia anche se si è fatta maggiormente contrastata. In una lettera al chairman della Federal Reserve (Fed) Jerome Powell, Steven Mnuchin, U.S. Treasury Secretary (ministro del Tesoro di Washington) ha dichiarato che i 455 miliardi di dollari di aiuti parte del Cares Act devono essere resi disponibili per il Congresso per la loro riallocazione. I fondi erano in gran parte accantonati per sostenere i prestiti della Fed ad aziende, amministrazioni locali, associazioni no-profit. La mossa, che mette in contrapposizione l’istituto centrale con l’amministrazione di Donald Trump, appare come l’ennesimo tentativo del presidente uscente di ostacolare la transizione del suo successore Joe Biden. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, segna comunque un rialzo di circa lo 0,30% in intraday, per un guadagno intorno all’1,50% nell’intera ottava.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso come lo è lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,42% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di appena lo 0,06%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre l’indice dei prezzi core ha segnato in Giappone una deflazione dello 0,7% annuo. Il dato, in linea con il consensus di Reuters, si attesta sui minimi dello 0,7% toccati l’ultima volta nel marzo 2011, quando il Sol Levante fu colpito da un terremoto e da un successivo tsunami. L’indice Pmi Jibun Bank stilato da Markit è invece sceso in novembre su base preliminare a 48,3 punti dai 48,7 di ottobre, contro i 48,9 punti del consensus.

La People’s Bank of China (PboC) ha lasciato invariato al 3,85% il loan prime rate annuale, dopo averlo abbassato di 20 punti base l’ultima volta in aprile. Decisione, attesa dagli economisti, che ha spinto in rialzo lo yuan. La giornata è complessivamente in positivo per le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano infatti lo 0,44% e lo 0,31% rispettivamente, contro il rialzo dello 0,60% dello Shenzhen Composite. In positivo anche Hong Kong: a meno di un’ora dal termine degli scambi l’Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,20% (si muove invece sulla parità l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica). Rialzo dello 0,24% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,12% il declino dell’S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR – www.ftaonline.com)

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