Asia-Pacific contrastata mentre il Nikkei 225 perde l’1,10%

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Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,56% martedì), la tendenza ribassista è proseguita in Asia anche se si è fatta maggiormente contrastata. A deprimere i mercati sono soprattutto il deludente dato di ottobre sulla crescita delle vendite retail in Usa e l’impennata dei casi di Covid-19 in Giappone, uno dei Paesi finora meno colpiti direttamente dall’epidemia. Spinte al rialzo arrivano invece dall’ottimismo sul fronte del vaccino, visto che sono già due i candidati credibili (quello di Moderna e quello di Pfizer-BioNTech), e dai costanti segnali di recupero dell’economia cinese. E il risultato è comunque di un guadagno intorno allo 0,30% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, ha segnato un declino di circa lo 0,10% e il parallelo rialzo dello 0,20% dello yen sul biglietto verde ha contribuito alla performance negativa di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti l’1,10% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,81%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre le esportazioni dal Giappone sono calate dello 0,2% annuo, in miglioramento rispetto al ribasso del 4,9% di settembre. Il dato, superiore rispetto alla contrazione del 4,5% del consensus di Reuters, segna il ventitreesimo mese consecutivo di arretramento per l’export dal Sol Levante ma anche la performance meno negativa dell’intera striscia.

Le riserve in titoli di Stato Usa detenute dalla Cina sono calate in settembre a 1.062 miliardi di dollari dai 1.068 miliardi di agosto, attestandosi sui minimi dal febbraio 2017. Lo Shanghai Composite guadagna lo 0,22% contro flessioni dello 0,06% e dello 0,34% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite.

In positivo Hong Kong: a meno di un’ora dal termine degli scambi l’Hang Seng è infatti in progresso di circa lo 0,30% (fa anche meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica, con un apprezzamento intorno allo 0,60%). Crescita dello 0,26% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,51% il rialzo dell’S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR – www.ftaonline.com)

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