Asia-Pacific contrastata ma il Nikkei 225 guadagna lo 0,68%

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Dopo un’altra seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi comunque di appena lo 0,08% mercoledì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza mista è proseguita. Principale fattore ribassista quello stesso vaccino che aveva in precedenza sostenuto gli acquisti: le speranze per l’arrivo di un farmaco contro il Covid-19 si scontrano con i problemi logistici della sua somministrazione su scala globale e per questo le Borse tornano a premiare i titoli del lockdown (quelli di aziende che più avevano beneficiato delle misure di distanziamento sociale) dopo il recupero del settore tecnologico a Wall Street. E il risultato è un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, sostanzialmente invariato ma non lontano dai picchi toccati nel gennaio 2018.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato rialzo ma il parallelo progresso di circa lo 0,20% dello yen sul biglietto verde non impedisce a Tokyo di chiudere in crescita: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,68% (segno opposto tuttavia per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,16%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre i prezzi alla produzione sono calati in Giappone del 2,1% annuo, in peggioramento rispetto al declino dello 0,8% di settembre ma in linea con il consensus. In settembre l’indice di attività del settore terziario del Sol Levante è invece calato del 9,0% annuo, contro la flessione dell’8,5% di agosto (9,4% il crollo di luglio).

Mentre lo yuan si rafforza sul dollaro Usa, la giornata è contrastata anche per le piazze cinesi. Lo Shanghai Composite ha infatti perso lo 0,11% contro il guadagno limitato allo 0,07% dello Shanghai Shenzhen Csi 300 e il progresso dello 0,52% dello Shenzhen Composite.

A due velocità anche Hong Kong: a meno di un’ora dallo stop alle contrattazioni l’Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,30% (segno opposto per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica, che guadagna intorno allo 0,20%). Flessione dello 0,41% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,49% il ribasso dell’S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR – www.ftaonline.com)

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