Asia-Pacific contrastata. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,44%

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Dopo un avvio d’ottava in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi lunedì dell’1,87%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza si è fatta invece maggiormente contrastata, con il principale fattore rialzista in arrivo da Pechino: i dati della Cina confermano infatti la ripresa dell’economia (le vendite retail in agosto hanno registrato la prima espansione del 2020 su base annua). E in attesa delle decisioni del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie), il risultato è comunque di un guadagno intorno allo 0,30% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che segna la terza sessione consecutiva in positivo.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino di circa lo 0,20% ma il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde contribuisce ad appesantire la piazza di Tokyo: alla fine il Nikkei 225 perde infatti lo 0,44% (fa peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,62%). Sul fronte macroeconomico, Yoshihide Suga ha ottenuto una vittoria schiacciante alle elezioni per la leadership del partito al potere, aprendo la strada al primo cambio alla guida del Giappone in quasi otto anni, dopo che a fine agosto il premier Shinzo Abe aveva anticipato le sue dimissioni.

In agosto la produzione industriale è salita in Cina del 5,6% annuo, in ulteriore miglioramento rispetto al 4,8% di giugno e luglio e contro il progresso del 5,2% del consensus del Wall Street Journal. Le vendite retail sono invece salite dello 0,5% annuo, contro il declino dell’1,1% di luglio e il rialzo dello 0,1% atteso dagli analisti. A meno di un’ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso di circa lo 0,40% e lo 0,70% rispettivamente, contro la crescita intorno allo 0,50% dello Shenzhen Composite.

In positivo anche Hong Kong: l’Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,40% (fa poco peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica, in rialzo intorno allo 0,30%). A Seoul il Kospi è in progresso di circa lo 0,60% mentre a Sydney l’S&P/ASX 200 limita allo 0,08% la sua flessione.

(RR – www.ftaonline.com)

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