Asia in deciso progresso. Nikkei 225 in crescita del 2,05%

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Dopo una chiusura d’ottava in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dell’1,37% venerdì), la nuova settimana inizia in Asia ancora in deciso progresso soprattutto in scia ai positivi dati macroeconomici in arrivo da Tokyo e Pechino. All’ottimismo sullo sviluppo di un vaccino contro il Covid-19 nel weekend si è aggiunta la firma del Regional Comprehensive Economic Partnership (Recp), accordo globale di scambi commerciali cui partecipano 15 Paesi: i dieci membri dell’Association of Southeast Asian Nations (Asean) oltre ad Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone e Nuova Zelanda. Si tratta della maggiore intesa mai raggiunta al mondo, visto che riguarderà 2,2 miliardi di persone per 26.200 miliardi di dollari di Pil. Il risultato è un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in crescita di oltre l’1% sui massimi dal 1987, quando il benchmark era stato istituito.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino di circa lo 0,20% ma il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde non frena la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti un netto 2,05% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell’1,68%). Sul fronte macroeconomico, il Pil del Giappone è rimbalzato del 21,4% annuo nel terzo trimestre 2020, dopo il crollo del 28,8% del secondo e sopra alla crescita del 18,9% del consensus di Reuters. Su base sequenziale l’economia nipponica ha segnato invece un’espansione del 5,0% contro la precedente flessione dell’8,2% e l’incremento del 4,4% atteso dagli economisti). In entrambi i casi si tratta della performance migliore dal 1980, quando si iniziò a elaborare l’attuale statistica.

In ottobre la produzione industriale è salita in Cina del 6,9% annuo, come in settembre e contro il progresso del 6,5% del consensus del Wall Street Journal.

Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 alla fine segnano rialzi dell’1,11% e dello 0,97% rispettivamente, contro il progresso dello 0,93% dello Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un’ora dallo stop alle contrattazioni l’Hang Seng guadagna infatti oltre mezzo punto percentuale (si muove invece poco sopra la parità l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica). Netto incremento dell’1,97% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dell’1,23% il rialzo dell’S&P/ASX 200, la cui sessione è però terminata dopo appena un paio d’ore a causa di un guasto tecnico.

(RR – www.ftaonline.com)

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