Angolo del Trader

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Emak ha staccato ieri (lunedì 6 giugno) un dividendo pari a 0,075 euro, ammontare che in termini di rendimento rispetto alla chiusura di venerdì equivaleva ad un +4,68%. Il titolo ha chiuso la seduta a quota 1,5540 in calo del 2,87%. Lo stacco del dividendo faceva ipotizzare una quotazione attorno a 1,525, siamo dunque un paio di punti percentuali al di sopra di tale livello, circostanza che rappresenta un primo punto in favore del titolo, che è per il momento riuscito a salvaguardare i progressi dell’ultima settimana, quando i prezzi hanno superato la resistenza in area 1,54. La permanenza al di sopra di 1,54, dunque, rappresenta un primo passo in favore del proseguimento del rialzo verso gli obiettivi in area 1,70, ipotesi che troverebbe conferma al superamento dei massimi di venerdì a 1,60 euro. Se il rialzo dovesse verificarsi il titolo metterebbe a segno un doppio colpo, riuscendo anche a riassorbire in tempi rapidi lo stacco della cedola superiore al 4 per cento. E’ comunque giusto sottolineare come a dicembre il titolo quotasse attorno a 2,35 euro, livello ad oggi ancora molto distante. Nuovi segnali di cedimento sotto 1,52, preludio al ritorno a 1,44/1,45 circa.
Iveco Group ha aperto la settimana con un brillante +4,7% che ha spinto le quotazioni in chiusura fino a 6,39 euro, dopo che nell’intraday i prezzi erano saliti fino a quota 6,4180. Un rialzo che fa “rumore” per un titolo a lungo ignorato dal mercato ed oggetto di consistenti vendite dal giorno in cui è approdato a Piazza Affari ad inizio anno. Dall’apertura a 11,26 euro del 3 gennaio i prezzi hanno dimezzato il proprio valore prima di accennare una reazione. Il superamento di quota 6,20 rappresenta ora il primo swing rialzista visibile sul grafico e sembra anticipare il proseguimento del rialzo verso il target a 7 euro, area di massimi di metà marzo. Un barlume di luce in fondo al tunnel, che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più di una semplice reazione tecnica. Sotto 6,10 invece il rialzo subirebbe una battuta di arresto, ma sarebbe comunque la successiva violazione di area 5,90 a rivitalizzare la corrente ribassista verso i bottom di maggio in area 5,20. Supporto intermedio a 5,50 euro.
Banca Generali ha guadagnato il 3,01% lunedì andando a terminare la seduta a 32,51 euro.

A maggio la raccolta netta di Banca Generali è stata pari a 598 milioni di euro, buona la reazione del titolo, salito del 3% circa. Ecco gli scenari possibili. Il rialzo di lunedì è stato potente ma non è bastato a cancellare il ribasso, altrettanto potente, di venerdì, quando i prezzi avevano toccato un massimo a 32,80 euro. Solo la rottura di questa resistenza porterebbe al test del picco del 20 maggio a 33,26 euro, resistenza da superare per potere dare un seguito al rimbalzo in atto dal minimo del 9 maggio. Oltre quei livelli target a 34,60, sul massimo del 30 marzo, coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre. Sotto 30,87, minimo del 25 maggio, le oscillazioni disegnate dal top del 20 maggio si dimostrerebbero un “doppio massimo”, figura ribassista che aprirebbe la strada al ritorno sul minimo del 9 maggio a 29,30. Supporto successivo a 25,74, minimo di marzo.

(AC – www.ftaonline.com)

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