A Wall Street scattano le prese di beneficio, S&P 500 -3,51%, Nasdaq Composite -4,96%

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La Borsa di New York ha chiuso la seduta in deciso ribasso a causa dalle prese di beneficio dopo la lunga scia di record. Il Dow Jones ha perso il 2,78%, l’S&P 500 il 3,51% ed il Nasdaq Composite il 4,96%. Le vendite hanno colpito in particolare il comparto tecnologico. Male anche Tesla (-9,02%).
Tra gli altri titoli in evidenza Rocket Companies -15,39%. La holding di Quicken Loans (maggiore erogatore di mutui in Usa, il cui business è prevalentemente online) ha presentato i primi risultati da società quotata (il titolo ha debuttato a Wall Street lo scorso 6 agosto). Nel secondo trimestre i profitti netti si sono attestati a 3,46 miliardi di dollari, contro il rosso di 54 milioni di un anno prima. I ricavi sono rimbalzati da 937 milioni a 5,03 miliardi di dollari, sotto però ai 5,27 miliardi del consensus di FactSet.
Conn’s -15,91%. Il rivenditore di mobili ed elettronica ha comunicato che i ricavi nel secondo trimestre sono calati più del previsto a 366,9 milioni di dollari da 401,1 milioni dello stesso periodo di un anno prima e contro i 377,7 milioni del consensus.
Pvh Corporation +3,26%. Il gruppo d’abbigliamento ha comunicato risultati relativi al secondo trimestre segnati da perdite nette per 51,4 milioni di dollari, pari a 72 centesimi per azione, contro profitti per 193,5 milioni, e 2,58 dollari, di un anno prima. Su base rettificata Pvh, che controlla marchi del calibro di Calvin Klein e Tommy Hilfiger, ha registrato però a sorpresa un utile per azione di 13 centesimi contro il rosso di 2,43 dollari del consensus di Refinitiv citato da Reuters.
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 28 agosto si sono attestate a 881 mila unità, inferiori alle attese (950 mila unità) e al dato della settimana precedente (1011 mila unità).

Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 21 agosto) si attesta a 13,254 milioni, inferiore ai 14,492 milioni della rilevazione precedente (attese 14,00 milioni). L’Indice del costo del lavoro è cresciuto del 9% nel secondo trimestre, dal +12,2% precedente (consensus +12,1%).
Il Dipartimento del Lavoro ha poi comunicato che l’indice di produttività dei settori non agricoli è cresciuto del 10,1% t/t da +7,3% precedente (+7,5% t/t il consensus).
Nel mese di luglio la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 63,6 miliardi di dollari, in allargamento rispetto al disavanzo di 53,5 mld del mese precedente (rivisto da 50,7 mld) da 53,5 miliardi di deficit a giugno. Le importazioni sono aumentate a 231,7 miliardi di dollari (+10,9%) mentre le esportazioni sono cresciute a 168,1 mld da (+8,1%).
L’Institute for Supply Management ha comunicato che ad agosto l’indice ISM non manifatturiero e’ sceso nel mese di agosto a 56,9 punti dai 58,1 punti di luglio. Le previsioni degli economisti erano fissate su un indice pari a 57 punti.

(RV – www.ftaonline.com)

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