MPS, Profumo deluso dal Tesoro: senza aumento, salta sistema bancario

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Profumo avverte su mancato aumento MPSIn un’intervista concessa al quotidiano Repubblica, a poche ore dal cda di MPS, in cui ha confermato di restare al suo posto, insieme all’ad Fabrizio Viola, il presidente Alessandro Profumo ribadisce le posizioni espresse prima della controversa assemblea dei soci del 28 dicembre e coglie anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Profumo ha affermato che lui e Viola rimarranno al loro posto, in modo da favorire nelle migliori condizioni possibili l’aumento di capitale di MPS da 3 miliardi, il quale sarebbe altrimenti a rischio. E se venisse meno, spiega, in pericolo ci sarebbe la tenuta di tutto il sistema bancario italiano.

Il presidente genovese riafferma le proprie ragioni, spiegando che il rinvio dell’aumento peserà sui conti della banca per 120 milioni di euro. A tanto ammontano i minori risparmi che si otterranno sugli interessi sui Monti-bond. Infatti, ricapitalizzare subito e ottenere i tre miliardi previsti avrebbe significato un rimborso immediato dei tre quarti delle obbligazioni sottoscritte dal Tesoro, cosa che adesso potrebbe avvenire almeno 4 mesi dopo.

E Profumo sostiene che i rapporti con il Tesoro sono stati sempre molto buoni, ma ammette che si sarebbe atteso un suo pressing maggiore sulla Fondazione, azionista di maggioranza con il 33,4% e che da sola è riuscita a bloccare l’aumento in sede di assemblea.

Si augura che l’Ente trovi gli acquirenti giusti e, soprattutto, che lo faccia nel periodo più breve possibile.

Infine, auspica che siano uno o più soci finanziari ad entrare nel capitale di MPS, perché se a farlo fosse una banca, ci sarebbe una fusione e un conseguente addio alla città di Siena.

 

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