MPS, la salvezza di Siena parla arabo? Prosegue il mistero delle azioni

C'è mistero su cosa stia accadendo al titolo MPS, scambiato per volumi da record tra mercoledì e ieri a Piazza Affari. La Fondazione avrebbe ceduto circa l'1%.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Mps Bnp ParibasAncora una seduta anomala per il titolo MPS, che ieri ha chiuso in calo dell’1,77% a 0,21 euro, ma alla fine di una giornata, in cui le azioni si erano mosse fino a guadagni di oltre l’11%, spenti solo dalle abbondanti cessioni a ridosso della chiusura delle contrattazioni. Nel corso della seduta di ieri, sono state scambiate 1,806 miliardi di azioni, pari al 15,5% dell’intero capitale dell’istituto, dopo che mercoledì era passato di mano il 12,4%.

Cos’è successo

Volumi così ingenti (10 e 12 volte in più della media giornaliera dell’ultimo mese) non si spiegano né con la corsa alle ricoperture da parte di alcuni investitori, che avevano aperto posizioni corte (che peserebbero per non più del 5-6% del capitale, con i fondi Egerton e Susquehanna che hanno ridotto complessivamente le loro posizioni corte dello 0,26% del capitale MPS), né con il calo dello spread e con i rendimenti dei BTp a 10 anni ai minimi dal 2005, nonostante l’istituto senese ne possegga per complessivi oltre 23 miliardi di euro.

Starebbe accadendo, quindi, che alcuni investitori comprano, mentre qualcuno vende. Se non è difficile individuare  il venditore, più complessa è la ricerca del compratore. Si sa che la Fondazione, sollecitata dalla Consob, ha smentito di avere venduto azioni MPS e di avere siglato contratti con qualcuno, questo mercoledì (Och-Ziff ha smentito, a sua volta di avere rilevato l’8%, come si era scritto), confermando che due giorni fa, la sua quota ammontava ancora al 31,48% del capitale di MPS.

 

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Tuttavia, le indiscrezioni vorrebbero che ieri l’Ente abbia venduto qualcosa – circa l’1% – approfittando del rialzo delle azioni, ora a ridosso dei 24 centesimi, il prezzo di carico a bilancio. Questo spiegherebbe perché, dopo una seduta all’insegna di un nuovo boom del titolo, a fine giornata si registrava un calo. 

Ma se la Fondazione non ha venduto azioni mercoledì e non lo avrebbe fatto neppure per gran parte della seduta di ieri, chi ha comprato?

La risposta resta davvero misteriosa, anche se si sa che JP Morgan, titolare di un 2,5% di MPS, starebbe operando per conto terzi. Né la Fondazione ha stretto ancora un accordo con qualche investitore. Ci sono in corso trattative con Qadic (Qatar Abu Dhabi Investment Company), il fondo d’investimento, controllato dal fondo sovrano di Abu Dhabi, dal governo dell’emirato arabo e dall’Ipic.

Le trattative della Fondazione per vendere

Tuttavia, il rialzo del titolo, se da un lato farà felice la Fondazione, che è costretta a sbarazzarsi di parte consistente della quota per ripagare il suo debito da 339,15 milioni di euro, dall’altro lato allontana gli investitori potenziali, perché le azioni di Siena sono ora un pò meno appetibili e chiunque vorrebbe comprare a maggior sconto possibile, date le precarie condizioni finanziarie della banca.

Difficile che qualche investitore abbia voglia, allora, di entrare adesso in MPS, quando potrebbe farlo a sconto con l’aumento dei prossimi mesi. Almeno che non voglia trattare con la Fondazione da una posizione di forza, essendo già azionista della banca.

 

 

Argomenti: Borsa Milano, col_Rullo, Monte Paschi Siena

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