MPS, la Fondazione non molla la banca. Entra un fondo del Qatar?

La Fondazione dovrebbe restare azionista di MPS con il 5%. Si parla di cedere il 10-15% al fondo qatarino di Aabar.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

MPS, Fondazione scenderà al 5%?Intervistata dalla rete televisiva fiorentina RTv38, la battagliera presidente della Fondazione MPS, Antonella Mansi, ha risposto all’ad di Banca MPS, Fabrizio Viola, nonché al presidente Alessandro Profumo, che hanno chiesto all’Ente di fare presto, con riguardo alla cessione della quota. La Mansi ha affermato che i tempi saranno quelli che consentiranno di tutelare la posizione di Palazzo Sansedoni e che questo punto vale anche per i due manager. La stessa ha stemperato la dichiarazione, sostenendo che i rapporti con la banca sono sempre stati “molto buoni”.

La speranza del presidente Mansi è che la cessione di parte della quota del 33% circa in MPS si realizzi entro la fine di febbraio. Il termine ultimo resta la metà di maggio, da quando sarà possibile tenere l’aumento da 3 miliardi di Rocca Salimbeni.

Ma la Mansi assicura che non verrà meno il rapporto tra la banca e il territorio, a suo dire, tenuto solo dalla Fondazione. L’Ente resterà, dunque, socio di MPS, smentendo le dichiarazioni precedenti, per cui la cessione sarebbe avvenuta anche integralmente.

Stando alle indiscrezioni, la Fondazione dovrebbe vendere il 10-15% della controllata, restando al 15-20%. Con l’aumento, la forte diluizione farà scendere la quota finale intorno al 5%, una percentuale sufficiente a garantire a Palazzo Sansedoni un posto nel cda, anche se da una posizione ultra-minoritaria e non più di controllo.

Ma chi comprerà le azioni della Fondazione? Si fa il nome di Aabar, il fondo sovrano del Qatar, già presente nell’azionariato di Unicredit. Sembra sfumare, invece, l’ipotesi di un intervento delle altre fondazioni bancarie, che è stato più volte prospettato dalla stampa e quasi stimolato dalla Banca d’Italia e dal Tesoro, ma senza successo.

La Mansi non ha voluto commentare circa il suo futuro a Siena. Il mandato le scade ad aprile, ma la manager si è detta convinta di lasciare un Ente ben più in salute di come l’aveva trovato nel 2013.

 

 

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