MPS, domani il cda. Profumo e Viola restano?

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Mps, domani l'atteso cdaSaranno decisive le prossime 24 ore per il destino di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola in MPS. Domani si terrà il consiglio di amministrazione della banca, il primo dopo la bocciatura della proposta di aumento da 3 miliardi di euro da parte dell’assemblea degli azionisti dello scorso 28 dicembre. Uno schiaffo al presidente e all’amministratore delegato, che sulla tempistica della ricapitalizzazione si erano mostrati inflessibili.

Oggi, si tiene l’incontro tra i vertici sindacali di Rocca Salimbeni e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, per fare il punto sulla delicata situazione a Siena, al fine di mettere in sicurezza 28 mila posti di lavoro.

Non è un mistero che sia il Tesoro che la Banca d’Italia stiano operando in pressing per fare restare i due manager, nella consapevolezza che una stabilità gestionale sarebbe la migliore assicurazione contro la sfiducia dei mercati, in questa fase.

Lo stesso Enrico Granata, neo direttore generale della Fondazione MPS, ha auspicato che Profumo e Viola restino e pare che il clima tra Palazzo Sansedoni e Rocca Salimbeni si stia progressivamente svelenendo.

In particolare, il destino di Viola sarebbe un pò più nitido. Dopo avere rinunciato a un incarico dirigenziale in Bpm, l’ad dovrebbe rimanere al suo posto. 

Ma non sono solo e tanto le carriere dei due a preoccupare la città, Via XX Settembre e i mercati. Resta il fatto che l’aumento è stato di fatto rinviato di almeno 3-4 mesi e che ciò gravi sulle casse della banca per qualche centinaio di milioni di euro di interessi in più da corrispondere al Tesoro, visto che i tre miliardi della ricapitalizzazione servirebbero a rimborsare immediatamente per lo stesso i tre quarti dei 4,07 miliardi di Monti-bond sottoscritti da questi appena 11 mesi fa.

Si tratta di obbligazioni che fanno maturare in favore dello stato una cedola annua del 9%.

E i cento milioni di minori risparmi rispetto al previsto da dove saranno presi? E a chi e quando venderà la Fondazione parte della quota del 33,4% per risanare il suo debito residuo da 339,15 milioni di euro? Dubbi, che rischiano di rimanere anche dopo il cda di domani, facendo restare MPS in un limbo che dura ormai da parecchi mesi.

 

 

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