MPS: a fine 2018 i conti tornano ad essere positivi dopo il drastico calo delle rettifiche su crediti

La forte diminuzione delle rettifiche su crediti riporta l'utile in positivo. Quelle del 2017 erano infatti determinate da una componente di circa 3.900 milioni correlata ai Non Performing Loans, in seguito cartolarizzati.

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La forte diminuzione delle rettifiche su crediti riporta l'utile in positivo. Quelle del 2017 erano infatti determinate da una componente di circa 3.900 milioni correlata ai Non Performing Loans, in seguito cartolarizzati.

Nonostante la forte riduzione degli NPL, MPS continua ad implementare  il piano di ristrutturazione stabilito con le autorità europee. In tale ottica, il management porta  avanti con successo l’azione di de-risking dell’istituto.

Per quanto riguarda la situazione economica, il margine di intermediazione risulta essere di 3.287,5 milioni ( con una variazione negativa del -18,3% rispetto al 2017),  causa la diminuzione di tutte le componenti che lo formano.

Nello specifico:

  • Il margine di interesse è diminuito (del -2,5% a/a) a 1.742,8 milioni . Il motivo principale è stato la l’andamento negativo degli attivi fruttiferi, soprattutto gli impieghi commerciali ed il portafoglio titoli, che hanno subito una diminuzione dei volumi medi e un calo dei rispettivi rendimenti. Il tutto  è stato in parte attenuato dal decremento degli interessi passivi, conseguente alla riduzione dei tassi sulla raccolta commerciale e al rimborso di obbligazioni aventi condizioni più onerose.
  • Le commissioni nette sono scese del 3,4% rispetto al 2017, a 1.523,3 milioni, causa i più bassi proventi sui servizi di pagamento a seguito della cessione, datata 30 giugno 2017, del ramo del merchant acquiring e di quelli riguardanti servizi di gestione del risparmio.
  • I profitti da trading registrano un saldo negativo di 13,2 milioni -rispetto ai +571,1 milioni dell’anno precedente-, per il contributo negativo delle attività valutate a fair value mentre il risultato dell’attività di negoziazione è di 34 milioni. .
  • Gli altri ricavi si attestano a 34,6 milioni in diminuzione del 61,4% a/a (a fine 2017 erano pari a 89,7 milioni). Tali ricavi hanno visto beneficiato di 75 milioni, legati soprattutto  alla joint venture con Axa nella bancassurance.

Le politiche di controllo dei costi operativi attuate ne hanno determinato una diminuzione del 7,6%, rispetto al 2017, a 2.350,7 milioni. Nello specifico:

  • i costi del personale sono diminuiti a 1.462,9 milioni, con una variazione negativa del -7,1% rispetto a fine 2017, principalmente grazie alla riduzione degli organici attuata.
  • gli atri costi operativi sono scesi a 887,8 milioni (-8,3% a/a), per effetto delle politiche di contenimento della spesa che hanno riguardato in particolare la gestione del comparto immobiliare, le spese legali connesse al recupero crediti, nonché il comparto ICT.

A fronte di quanto detto il risultato operativo lordo (ROL) risulta di 936,8 milioni, con una variazione negativa del -36,8% rispetto alla fine del 2017.

Dato il drastico calo delle suddette rettifiche su crediti, scese a 628,1 milioni contro i 5.323,7 milioni dell’anno precedente (-88,2% a/a), il risultato netto ritorna positivo a 308,7 milioni (rispetto al saldo negativo di -3.842,1 milioni del 2017).

Il risultato della gestione straordinaria ha mostrato un saldo netto negativo di 417,9 milioni, con un incremento del 21,1% rispetto al periodo di paragone.

Il 2018 si chiude infine con un utile netto di 278,8 milioni, a fronte di perdite per 3.502,1 milioni del 2017.

Per quanto riguarda la situazione patrimoniale, a fine dicembre gli impieghi totali risultano pari a 119.656 milioni, con una leggera variazione negativa del -0,8% rispetto al periodo di paragone. Di tale importo, la parte più consistente risulta essere la voce crediti vs. clienti pari a 86,9 miliardi (+0,5% rispetto al 31 dicembre 2017). I crediti deteriorati lordi risultano pari a 16,8 miliardi, in calo di 26,1 miliardi rispetto a fine 2017, essenzialmente per effetto delle sofferenze  state oggetto di cartolarizzazione.

Il funding diretto è stato di 90.472 miliardi, con un decremento del 7,5% rispetto a fine 2017. Nel periodo si è verificata una diminuzione dei conti correnti, causa i deflussi tipici di fine anno di un grande cliente del settore elettrico, e delle obbligazioni, dato il rimborso di alcune emissioni in scadenza (tra cui una tranche a garanzia statale).

Per quanto riguarda la solidità patrimoniale,  il Cet1 si fissa al 13,7% (14,8% a fine 2017),  il cui  è motivo è stato l’aumento dello spread Btp-Bund.

 

 

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