Morte Soleimani: tensioni non si spengono, per Khamenei sarà vendetta

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Da una parte Ali Khamenei ha giurato vendetta contro l'attacco, dall'altra Trump avrebbe twittato:

Non accennano a smorzarsi le tensioni fra Stati Uniti ed Iran a seguito dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, subito rivendicata da Donald Trump.

Da una parte il leader supremo Ali Khamenei ha giurato vendetta contro l’attacco, mentre il presidente iraniano Hassan Rouhani ha avvertito Washington di rivolgere minacce all’Iran. Dall’altra Trump avrebbe twittato: “l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, riferendosi alla volontà del paese dell’antica Persia di abbandonare gli accordi sul nucleare.

Se l’escalation delle tensioni non si fermasse alcuni hanno ipotizzato danni all’economia ed alla finanza simili a quelli che si verificherebbero in caso di degenerazione dei rapporti commerciali fra Stati Uniti e Cina. Intanto i ministri degli Esteri dell’Unione europea si riuniranno venerdì prossimo a Bruxelles in una riunione straordinaria per discutere della crisi in Iran e Iraq, ma potrebbe anche parlarsi della questione libica.

Secondo Moody’s arriva l’allarme: “Un duraturo conflitto” fra Stati Uniti e Iran provocherebbe “shock economici e finanziari” in grado di “peggiorare le condizioni operative e di finanziamento”. Cioò a detta dell’analista di Moody’s Alexander Perjessy, rimarcando che un “prolungato conflitto avrebbe potenziali conseguenze globali, in particolare tramite gli effetti sul prezzo del petrolio”.

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