Moody’s: l’alta età media dell’Italia danneggia conti pubblici, bocciata quota 100

A detta dell'agenzia di rating moody's l'elevata età media ridurrà il numero di lavoratori, con conseguenze inevitabili sui conti pubblici e anche su settori dell'economia dove gli anziani spendono meno (p. es. abbigliamento e ristoranti). A pesare sui conti pubblici anche quota cento.

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A detta dell'agenzia di rating moody's l'elevata età media ridurrà il numero di lavoratori, con conseguenze inevitabili sui conti pubblici e anche su settori dell'economia dove gli anziani spendono meno (p. es. abbigliamento e ristoranti). A pesare sui conti pubblici anche quota cento.

L’Italia si conferma il terzo paese più vecchio al mondo, con un età media di 43 anni. A detta dell’agenzia di rating moody’s questo fenomeno determinerà la riduzione del numero dei lavoratori, con conseguenze inevitabili sui conti pubblici ed anche su settori dell’economia nei quali gli anziani spendono meno, come ad esempio abbigliamento e ristoranti. Bocciata anche quota 100.

Questo l’allarme lanciato dall’agenzia: “l’impatto negativo dell’invecchiamento sulle finanze pubbliche” dovrebbe “salire nei prossimi decenni”. Moody’s esprime anche un opinione pungente circa le manovre di politica economica dell’attuale governo:”la recente decisione del governo di capovolgere alcuni importanti aspetti delle precedenti riforme delle pensioni aumenterà le pressioni” su di un paese come l’Italia che “è già altamente indebitato”; “questo è stato uno dei fattori che hanno contribuito alla nostra decisione di tagliare il rating dell’Italia a Baa3 nell’ottobre 2018” continua a spiegare l’agenzia.

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