Mercati azionari secondo semestre 2017: cosa succederà?

Quali sono le prospettive sull'azionariato globale nel corso del secondo semestre dell'anno? A rispondere a questa domanda è stato Justin Thomson, Chief Investment Officer - Equity di T. Rowe Price

di , pubblicato il
Quali sono le prospettive sull'azionariato globale nel corso del secondo semestre dell'anno? A rispondere a questa domanda è stato Justin Thomson, Chief Investment Officer - Equity di T. Rowe Price

Secondo Justin Thomson, Chief Investment Officer – Equity di T. Rowe Price, i mercati azionari globali hanno performato bene nel 2017, sostenuti dall’accelerazione diffusa degli utili. Investitori e analisti sembrano piuttosto ottimisti, anche se l’entusiasmo per i settori ciclici si è smorzato. E’ questo, in estrema sintesi, il succo del report dell’analista. In generale l’analisi di Thomson consente di dare delle risposte concrete agli investitori che sono a caccia di previsioni per il secondo semestre di borsa.

Secondo Thomson non è ancora chiaro se nella seconda metà dell’anno il revival della reflazione o l’aumento dei tassi di interesse o il rallentamento della crescita in alcuni mercati chiave agiranno da freno. Visto che il ciclo degli utili è più avanzato negli Stati Uniti, Europa e Mercati Emergenti potrebbero offrire potenziali maggiori di rendimento, anche se lo spostamento delle politiche della Cina verso le costrizioni del credito potrebbe impattare in modo indiretto gli Emergenti.

La politica economica – in particolare la politica fiscale USA – sarà ancora una variabile chiave. La volatilità è salita rispetto ai livelli eccezionalmente bassi visti quest’anno e sono possibili episodi bruschi di avversione al rischio.

In questo contesto, ricerca sui fondamentali e forti capacità di selezione dei titoli, oltre a un’attenzione particolare al rischio in portafoglio, saranno elementi cruciali per il successo degli investimenti.

 

Il contesto economico è ancora positivo

Ci sono motivi di ottimismo per il secondo semestre. Finalmente la ripresa dei profitti ha raggiunto l’Europa core, come dimostrato dall’ondata di revisioni al rialzo degli utili dell’Eurozona, la prima dal 2012 – spiega Justin Thomson -. La crescita economica è in recupero anche sui mercati emergenti. Per la seconda metà dell’anno si delinea uno scenario in cui il taglio delle tasse negli USA, il ridotto rischio politico in Europa e l’ottimismo di aziende e consumatori contribuiscono all’espansione economica.

Non è però chiaro se l’Amministrazione Trump riuscirà ad attuare le politiche fiscali in grado di spingere ulteriormente la crescita economica e accelerare la crescita degli utili societari – spiega Justin Thomson -. In mancanza di questo stimolo, i mercati azionari rischiano di essere esposti a una serie di potenziali fattori di freno. Anzitutto, i segnali di rallentamento dello slancio economico, con gli indici PMI che sembrano aver toccato il picco in diversi Paesi.

Anche ulteriori inasprimenti da parte della Fed che intende rialzare i tassi e iniziare a ridurre il bilancio da 4.500 miliardi di dollari potrebbero agire da vento contrario, così come il calo delle certezze sul fronte della politica monetaria dell’Eurozona. Infine, l’inversione dello stimolo fiscale e monetario in Cina e l’eccesso di offerta sul mercato del petrolio rappresentano altri fattori di potenziale rischio per l’outlook globale.

Outlook settoriale globale

L’incertezza sull’outlook della crescita globale ci rende riluttanti nel prevedere se saranno i settori ciclici o quelli difensivi a trainare l’azionario nella seconda metà dell’anno – spiega Justin Thomson -. I settori particolarmente attraenti in base ai fondamentali sono pochi, quindi siamo più inclini a indicare quali comparti sottopesare: energetico e automotive. Detto questo, diverse aree presentano opportunità selettive:

  • settore tecnologico: il rally del primo trimestre dei big tecnologici aveva sollevato dei timori sul fatto che il rimbalzo del comparto rispetto alla sottoperfomance del 2016 fosse arrivato troppo velocemente e si fosse spinto troppo avanti. Crediamo che quei guadagni fossero dovuti a un riallineamento rispetto alla crescita sottostante degli utili. Continuiamo a riporre fiducia nel potenziale prorompente dell’e-commerce, dei servizi basati su cloud e dei social media, anche se le valutazioni elevate potrebbero rendere alcuni titoli vulnerabili in scenari di avversione al rischio;
  • settore finanziario: banche e altri intermediari dovrebbero trarre beneficio dall’irripidimento della curva e dall’ampiamento dei margini netti di interesse – spiega Justin Thomson -. I cambiamenti normativi renderanno più facile per le banche rimborsare il capitale agli azionisti e potrebbero migliorare i return on equity. La ripresa nell’Europa periferica sta migliorando la qualità dei prestiti, anche se le banche italiane restano indebolite dai livelli cronici di indebitamento;
  • settore dell’health care: come altri comparti difensivi, quello dell’health care è stato tra i meno favoriti per gran parte dello scorso anno, nonostante i risultati solidi sul fronte dei ricavi e degli utili. Il dibattito sulla riforma sanitaria negli USA genera qualche incertezza, ma lo scenario dei prezzi dei medicinali è migliorato, in una fase in cui la ricerca biomedica continua a fare passi da gigante.

 

Argomenti: ,