Mercati: avvio negativo per borse Ue e Piazza affari, focus su tensioni commerciali, BCE ed inflazione USA

Le piazze finanziare europee, compresa Milano, hanno avviato le contrattazioni in territorio negativo, con attenzione rivolta alle tensioni commerciali, alla BCE ed all'inflazione statunitense.

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Le piazze finanziare europee, compresa Milano, hanno avviato le contrattazioni in territorio negativo, con attenzione rivolta alle tensioni commerciali, alla BCE ed all'inflazione statunitense.

Le piazze finanziare europee, compresa Milano, hanno avviato le contrattazioni in territorio negativo, con attenzione rivolta alle tensioni commerciali, alla BCE ed all’inflazione statunitense.

Riguardo i rapporti geopolitici e commerciali il number one della casa bianca torna a scatenarsi “contro tutti” tramite i suoi soliti tweet (ormai capaci d’influenzare i mercati quasi più dei veri market moover), in particolare Cina, moneta unica europea e Fed.

Rispetto la Cina ha dichiarato che non stringerà mai un accordo commerciale a meno che non si tratti di un accordo a lui congeniale, senza tuttavia indicare le “caratteristiche-tipo” di cui dovrebbe constare; ha poi accusato l’euro ed altre monete di esser troppo svalutate rispetto al dollaro, arrecando danni a svantaggio dell’economia statunitense; infine riguardo la Fed ha lamentato tassi troppo elevati e la presenza del quatitative tightening.

Sul fronte italiano ieri sono stati lanciati gli ennesimi moniti sulla situazione dei conti pubblici ed avanza la strada per l’avvio della procedura d’infrazione; Junker da parte sua avverte che se l’Italia non attuerà un piano di rientro serio rishierà di rimanere incappata nella procedura d’infrazione per anni.

Fra le indicazioni macro gli ordinativi di macchinari core ad aprile segnano una crescita del 5,2% su base mensile, battendo nettamente sia le attese di contrazione dello 0,8% che la rilevazione precedente al +3,8%; su base annua il dato ha segnato un aumento del 2,5%, anche in tal caso ben oltre le stime al -5,3% e alla rilevazione precedente che registrava una decrescita dello 0,7%. L’inflazione cinese di maggio rimane invariata su base mensile, lievemente sotto sia le attese che la rilevazione precedente entrambe attestatesi al +0,1% mentre, su base annua, ha registrato un aumento del 2,7%, dato in linea con le attese e più elevato della rilevazione precedente al 2,5%; sempre in Cina la produzione industriale di maggio ha segnato un incremento dello 0,6% su base annua, in linea con le attese ma leggermente inferiore al dato di aprile al +0,9%. In Spagna l’inflazione di maggio ha registrato una crescita dello 0,2% m/m e dello 0,8% a/a, dati in linea con le attese ed inferiori ai valori di aprile, rivisti, rispettivamente all’1% e all’1,5%.

A seguire sono previsti, per gli Stati Uniti, i dati sulle richieste settimanali di mutui MBA (ore 13:00), i dati sull’inflazione di maggio (ore 14:30) e le scorte di greggio (ore 16:30).

Chiusura cauta a Wall Strett ieri, con lo S&P500, il Dow Jones  ed il Nasdaq che hanno terminato di fatto intorno la parità.

Deboli stamane i mercati asiatici scossi dalle dichiarazioni di Donald Trump. Tokio ha chiuso in rosso dello 0,3% e Shangai sta perdendo oltre lo 0,5%; il tonfo più profondo lo registra la borsa di Hong Kong perdendo circa il 2%, scossa  anche dalle proteste in corso per la legge sull’estradizione.

Intorno alle 9:15  il Ftse Mib risulta in negativo dello 0,39% a quota 20532 punti, il Dax in perdita dello 0,33%, il Cac 40 scende dello 0,48%, l’Ibex 35 registra una perdita dello 0,11% ed il Ftse 100 registra risulta in negativo dello 0,33%.

Sull’azionario italiano occorre tener d’occhio Italgas che ha presentato il nuovo piano strategico 2019-2025 (fra cui risaltano l’aumento degli investimenti in digitalizzazione, la costruzione della rete di distribuzione di gas in Sardegna, nuove operazioni di M&A, e la conferma dell’attuale livello dei dividendi) e a FCA per la vicenda della fusione con Renualt.

Sul fronte obbligazionario, sempre intorno alle 9:15, lo spread Btp-Bund si aggira intorno ad un valore di 262 punti base, con il rendimento del decennale italiano a circa il 2,39%.

 

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