Mediobanca: utile netto diminuito del 5,4% nel 1° semestre 2018/2019

Chiuso il primo semestre 2018-2019 in positivo, sebbene l'utile netto risulti in leggera flessione.

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Chiuso il primo semestre 2018-2019 in positivo, sebbene l'utile netto risulti in leggera flessione.

Il margine di intermediazione si attesta a  1.276,6 milioni (+4,2% rispetto al periodo di raffronto), grazie al contributo positivo di tutte le sue componenti. Nello specifico:

  • Il margine di interesse è cresciuto a 700,6 milioni con una variazione positiva del +4,2% rispetto al periodo di confronto, beneficiando della buona performance del Consumer Banking e del Corporate & Investment Banking, oltre al calo del costo della raccolta.
  • Le commissione nette sono state pari a 312,9 milioni (+7,5% a/a), motivo la buona wealth management (+15,5% a 140,6 milioni rispetto al primo semestre 2017-18), a sua volta sostenuta dalla crescita organica e dal consolidamento di Ram (19,7 milioni), che hanno compensato la quasi assenza di performance fees. 
  • I profitti da trading salgono  a 97,6 milioni (+14,3% rispetto al primo semestre 2017-18) nonostante la volatilità dei mercati finanziari,
  • Gli altri ricavi si attestano a 165,5 milioni (+36,6% rispetto al periodo di paragone), in relazione soprattutto al maggiore contributo della partecipazione in Generali.

I costi operativi sono aumentati  del 5,2% su base annua a 561,6 milioni, principalmente per l’ingresso di Ram nel gruppo (10,6 milioni). Nel dettaglio, sono cresciuti sia le spese per il personale a 282,2 milioni (+4,1% rispetto al primo semestre 2017-2018),  sia gli altri costi a 279,4 milioni (+6,4% rispetto al periodo di confronto).

Tutto ciò ha determinato un risultato lordo di gestione di 715 milioni, con una variazione positiva del +12,4% su base annua.

Detratte le rettifiche su crediti, diminuite a 109,5 milioni (-3,3% rispetto al periodo di confronto) per effetto dell’incremento delle riprese di valore nette riferite al wholesale, si registra un risultato netto di gestione di 605,5 milioni (+15,8% rispetto il semestre di confronto).

Nell’arco di tempo sotto osservazione, si rileva un utile netto di 450,5 milioni (-5,4% su base annua) per il venire meno del contributo delle plusvalenze da cessione, che nel semestre di confronto avevano apportato 89,4 milioni.

Sul fronte della situazione patrimoniale, a fine dicembre gli impieghi  totali aumentano a 70,2 miliardi (+7,2% rispetto al 30 giugno 2018), dati in primo luogo dall’ incremento dei crediti vs. clienti a 42,9 miliardi (+4,4% rispetto a fine giugno).

Il funding aumenta a 65,4 miliardi (+7,8% rispetto al 30 giugno 2018), al cui interno figura la raccolta dalla clientela che raggiunge 21,2 miliardi (+11% rispetto a fine giugno).

Infine, per quanto riguarda la vigilanza sulla solidità patrimoniale, al 31 dicembre il Cet1 phase-in si fissa al 13,87% ( rispetto al 14,24% del 30 giugno).

 

 

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