Mediaset: la nuova holding MFE e lo statuto anti-ribaltone che blinda il Cda, Vivendi non voterà

Nella nuova holding MediaForEurope (MFE) con sede in Olanda sarà presente lo statuto anti- ribaltone, atto a garantire la stabilità e il corretto funzionamento della governance della nuova entità. In base al nuovo statuto saranno escluse dal Cda Vivendi e Simon Fiduciaria dall'esercizio dei diritti di voto nella holding.

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Nella nuova holding MediaForEurope (MFE) con sede in Olanda sarà presente lo statuto anti- ribaltone, atto a garantire la stabilità e il corretto funzionamento della governance della nuova entità. In base al nuovo statuto saranno escluse dal Cda Vivendi e Simon Fiduciaria dall'esercizio dei diritti di voto nella holding.

Nella nuova holding MediaForEurope (MFE) con sede in Olanda, in cui si fonderanno Mediaset e Mediaset Espana, sarà presente lo statuto anti- ribaltone, atto a garantire la stabilità e il corretto funzionamento della governance della nuova entità.

Il nuovo statuto prevede infatti che solo il voto contrario dei 2/3 dell’assemblea potrà bloccare la nomina del board. Sarà dunque il cda in carica a proporre una designazione vincolante sulla composizione del successivo board e non il consueto voto di lista.

 Tuttavia l’assemblea degli azionisti potrà respingere la designazione attraverso una delibera che consta almeno dei due terzi dei voti validamente espressi senza necessità di quorum.

Il cda di Mfe potrà quindi essere formato da un minimo di 7 amministratori ad un massimo di 15, e la durata dell’incarico di amministratore sarà al massimo 4 anni per volta; le cariche di presidente e di ceo saranno scelte all’interno dello stesso board mentre la presidenza viene affidata a un amministratore non esecutivo. Il primo cda della nuova MediaForEurope sarà quindi composto 14 membri: Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolò Querci, Stefano Sala e Paolo Vasile come gli amministratori esecutivi, Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri e Danilo Pellegrino come amministratori non esecutivi e Marina Brogi, Consuelo Crespo Bofil, Francesca Mariotti, Borja Prado Eulate e Carlo Secchi come amministratori non esecutivi indipendenti.

Dallo statuto emerge infine che Vivendi sarà esclusa dall’esercitare i diritti di voto anche nella nuova holding olandese;  stesso discorso per Simon Fiduciaria, società che detiene il grosso della partecipazione francese in Mediaset  Nella nuova holding dovrebbero detenere rispettivamente il 7,7% e il 15,4%. L’esclusione deriva dall’articolo 42 dello statuto sociale, il quale prevede che nessun azionista può possedere una partecipazione che rappresenti una percentuale del capitale sociale in circolazione e /o dei diritti di voto della società “che violi un provvedimento emesso da qualsiasi autorità” applicabile sia alla nuova società che ad altre del gruppo, ma anche agli azionisti e ai “predecessori legali della società”, ossia Mediaset e Mediaset Espana. Ci si riconduce quindi alla delibera Agcom tramite cui il cda di Mediaset ha escluso fino ad ora Vivendi dall’esercizio del diritto di voto in assemblea e verosimilmente la escluderà anche dall’assemblea del 4 settembre, in cui verrà deliberato il riassetto mediante fusione in Mfe.

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