L’onda blu democratica piace ai mercati? Il vero pericolo è un risultato contestato

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A seguire il commento di Filippo Diodovich, Senior Strategist di IG Italia, sulle elezioni presidenziali USA e sul loro possibile impatto sui mercati.
I sondaggi sono sempre più a favore di Joe Biden e i mercati si sono vicini ai massimi storici. Per recuperare Trump dovrà adottare nuove strategie. Lo scenario più rischioso è quello di un risultato contestato che potrebbe causare uno stallo istituzionale per lungo tempo.
Negli ultimi sondaggi pubblicati il vantaggio del democratico Joe Biden rispetto al repubblicano Donald Trump si è allargato notevolmente passando sui poll nazionali da un 8% di divario a un 10% circa (fonte: FiveThirtyEight). L ’attuale presidente non è riuscito a sfruttare le proprie capacità comunicative per ridurre il gap rispetto al suo avversario dopo che il primo dibattito televisivo tenutosi a Cleveland dal giornalista di Fox News Chris Wallace si è risolto in attacchi personali e pochissimi contenuti relativi alla agenda politica. La positività al Covid-19 di Trump ha, inoltre, ricordato agli elettori statunitensi la tendenza del presidente di essere molto superficiale con i metodi di prevenzione del contagio. Questi fattori hanno portato il vantaggio di Biden a superare i 10 punti percentuali e a far esclamare a molti che la partita sarà chiusa già nella notte tra il 3 il 4 novembre e non si dovrà aspettare il voto postale.
Riteniamo, invece, che Trump abbia ancora possibilità di recuperare ma la rimonta sarà molto più ardua rispetto a quella del 2016. I numeri dello svantaggio di Trump nel 2016 e nel 2020 sono molto simili soprattutto negli Swing States, ovvero negli Stati ancora in bilico con uno scarto percentuale tra i due candidati inferiore al 6%. Nel 2016 grazie alle strategie di Steve Bannon, che aveva consigliato a Donald Trump di indirizzare quasi tutta la campagna elettorale sulle delusioni e sulle recriminazioni della classe media lavoratrice degli Stati del Midwest, Donald Trump era riuscito a trionfare sul filo di lana proprio in quasi tutti i Battleground States.
Nel 2020 tuttavia la situazione è molto differente a causa dell’emergenza coronavirus. In uno dei principali Swing States come la Florida si puo’ osservare come esiste una relazione tra andamento dei consensi per Biden e aumento del numero dei nuovi contagi. A inizio settembre, quando il numero di nuovi contagi aveva toccato un minimo degli ultimi sei mesi, Donald Trump era riuscito ad avvicinarsi notevolmente a un solo punto percentuale da Biden, per poi allontanarsi quando il numero di contagi è tornato ad aumentare da metà ottobre in poi. E nella maggior parte degli altri Battleground States si può notare lo stesso tipo di correlazione

Come può vincere Donald Trump?

Come nel 2016, Trump dovrà impegnarsi negli Swing States cercando di convincere la classe media statunitense che tornare alle politiche economiche dei democratici, già adottate da Barack Obama, potrebbe generare un forte impoverimento delle famiglie americane come successo nel biennio 2009/2010. Trump dovrà inoltre evidenziare una brillante performance nell’ultimo dibattito televisivo cercando di concentrarsi sui risultati economici e rimarcando la debolezza di leadership di Joe Biden. Altro elemento che potrebbe diventare game-changer a favore di Trump è un annuncio di una casa farmaceutica di aver trovato un vaccino affidabile e pronto a essere approvato il prima possibile dalla FDA.

I mercati stanno scontando positivamente una vittoria di Biden?

Riteniamo che i mercati stiano scontando positivamente una netta vittoria di uno dei due. Un chiaro successo di Biden eviterebbe uno stallo istituzionale particolarmente grave per la prima economia mondiale.
Al contempo i mercati stanno scontando positivamente l’intenzione dei democratici di portare avanti politiche fiscali ultra-espansive sul lato della spesa governativa. Un forte aumento della spesa pubblica è anche una delle richieste fatte dalla Federal Reserve per rendere ancora più efficienti le politiche monetarie. Gli investitori stanno scontando quindi che una netta vittoria democratica porterebbe ad avere tanta ulteriore liquidità in circolo nel sistema. Effetto positivo di medio breve periodo, mentre, nel lungo periodo, riteniamo che le politiche economiche dei democratici su corporate tax e regulation (settore finanziario e settore tecnologico) avranno un impatto negativo sull’andamento degli indici azionari.

Quali titoli stanno beneficiando del maggior vantaggio di Biden su Trump?

In una indagine empirica condotta dall’agenzia Bloomberg da maggio fino a metà ottobre si è cercato di investigare quali titoli e quali settori abbiano maggiormente beneficiato dell’incremento del vantaggio nei sondaggi di Biden rispetto a Trump. Bloomberg ha cercato di calcolare la correlazione tra la performance di alcune industrie rispetto all’incremento dei consensi per Biden. Dai risultati ottenuti possiamo osservare come le correlazioni per le grandi industrie (settore auto, settore finanziario e settore energetico) siano poco significative, dimostrando che negli ultimi mesi gli investitori hanno più seguito il processo di approvazione del piano di aiuti al Congresso rispetto all’andamento dei sondaggi.

Quali saranno gli scenari per il 4 novembre e quale sarà l’impatto sui mercati?

Crediamo che gli scenari possibili per il giorno successivo alle elezioni siano 3:

SCENARIO 1

Vittoria netta di Biden e dei democratici anche non prendendo in considerazione il conteggio del voto postale: impatto sui mercati moderatamente positivo sulla scia dell’aumento delle attese legato alla potenziale approvazione di un piano di aiuti molto corposo, un forte aumento della spesa governativa e un allentamento delle tensioni commerciali sia con la Cina ma anche rispetto all’Unione Europea. Nel caso in cui i democratici riuscissero a fare il “clean sweep”, ovvero riuscissero ad aggiudicarsi la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso, il processo per portare avanti le riforme dei DEM sarebbe molto più veloce. Nel caso di un clean sweep ci aspettiamo una reazione ancora più positiva nel breve periodo ma negativa nel lungo periodo. Crediamo che la cosiddetta “Bidenomics” possa generare effetti positivi nel medio/breve periodo oltre che buone politiche in tema di tassazione nel long run, mentre spesa assistenziale e regulation avranno conseguenze negative per l’andamento degli indici azionari.

SCENARIO 2

Lieve vantaggio di uno dei due candidati: questo scenario è quello che preoccupa di più gli investitori. Sarà necessario aspettare il voto postale (che dovrebbe favorire i democratici) con la possibilità per uno dei candidati di ricorrere fino alla Corte Suprema per decidere l’esito del voto elettorale, rievocando di fatto lo spettro delle elezioni del 2000 con la vittoria di George W. Bush rispetto a Al Gore, che aveva richiesto il riconteggio del voto in Florida (lo scarto era dello 0,5% e la Corte Suprema decise con 5 voti favorevoli e 4 contrari che non fosse possibile stabilire un metodo alternativo per il riconteggio dei voti entro il 12 Dicembre). Riteniamo che l’impatto di questo scenario sui mercati possa essere molto negativo con forti ribassi degli indici azionari e un marcato aumento della volatilità. Il potenziale trend ribassista potrebbe essere più forte, più a lungo durerà l’incertezza attorno alla figura del nuovo leader della Casa Bianca.

SCENARIO 3

Vittoria netta di Trump e dei repubblicani anche non prendendo in considerazione il conteggio del voto postale: crediamo che questo scenario, nonostante le poche probabilità che si realizzi, sia comunque valutato positivamente dai mercati perché darebbe continuità alle politiche pro-business di Donald Trump.

Ci aspettiamo, in caso di una netta vittoria di Donald Trump, un moderato rialzo degli indici di Wall Street sia nel breve che nel medio periodo.

Conclusioni

Crediamo che nel breve periodo una netta vittoria di Biden e dei democratici possa dare continuità al rialzo dei mercati azionari grazie sia al forte aumento della spesa governativa, che agirà assieme alla politica monetaria ultra-accomodante della Federal Reserve per aiutare la ripresa delle attività economiche, sia a un allentamento delle tensioni commerciali con Cina e Unione Europea. Riteniamo invece che, nel lungo periodo, le scelte di smantellare le aliquote agevolate per le imprese promosse da Donald Trump e il forte aumento della spesa assistenziale (Affordable Care Act e Medicare) possano avere un impatto negativo sugli indici azionari di Wall Street. Lo scenario peggiore per i mercati sarà invece quello di un pareggio e di un risultato contestato da uno dei due candidati che potrebbe causare un pericoloso stallo istituzionale. Il potenziale trend ribassista potrebbe essere più forte quanto più a lungo durerà l’incertezza sul nuovo leader della Casa Bianca.
Pensiamo inoltre che anche uno scenario con una netta vittoria di Donald Trump possa avere un impatto moderatamente positivo sui mercati perché darebbe continuità alle politiche pro-business portate avanti dai repubblicani.
Filippo Diodovich, Senior Strategist IG Italia

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