Le previsioni di Roubini sull’azionario: comprate prima che la bolla scoppi

L'economista noto anche come Dr. Catastrofe vede ancora degli spazi per speculare in borsa ma le politiche della Fed e la crisi dell'Eurozona presenteranno il conto alla fine di questa fase

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il noto economista Nouriel Roubini abbandona la tempesta perfetta e volge lo sguardo alle decisioni della Bce sui tassi

Torna a fare discutere il Professore della NY University, l’economista Nouriel Roubini, reso celebre, oltre un anno fa, dalle previsioni sulla “tempesta perfetta” che avrebbe dovuto spazzare via l’Eurozona. Intervenendo a un convegno del Milken Institute Global Conference, il Prof ha affermato che a suo avviso ci sarebbe ancora spazio per speculare in borsa, approfittando della probabile crescita delle azioni anche nel prossimo venturo. Grazie alle politiche monetarie espansive della Federal Reserve, infatti, le azioni continueranno a salire, ma avverte di puntare su un orizzonte temporale non oltre il biennio, perché alla fine di questo periodo, la bolla scoppierà e si innescherà una depressione, che spingerà le quotazioni al ribasso.

 

Crisi Euro verso il cuore del Vecchio Continente

Tra i fattori di scoppio della bolla, poi, Roubini inserisce la sua ossessione degli ultimi tempi, la crisi dell’Area Euro, che ormai starebbe travalicando i confini degli stati Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), arrivando fino al cuore dell’Europa e al momento lasciando indenne la sola Germania.

 

Taglio tassi Bce: oggi la decisione più attesa

E, tuttavia, nemmeno Berlino sembra realmente al riparo dai rischi di una recessione, se è vero che gli ultimi dati macro-economici indicherebbero una brusca frenata dell’inflazione, un secondo calo consecutivo delle vendite al dettaglio e un tasso di disoccupazione in lievissimo aumento, ma sufficiente a far parlare di possibile inversione di tendenza. Tanto che la stessa BCE al board di oggi potrebbe tagliare i tassi di riferimento per l’Eurozona, sulla scorta degli indicatori che attestano una discesa dell’inflazione e un aumento dei rischi per la crescita e l’occupazione (I tassi Fed restano fermi, Bce pronta al taglio?).

Ma le resistenze di Francoforte a una politica monetaria ancora più accomodante potrebbero trovare un inatteso conforto proprio nelle parole di Roubini, che da sempre ha criticato la BCE per la gestione della crisi – salvando solo i provvedimenti lungimiranti di Mario Draghi – invitando l’Europa a seguire il modello della Fed. Peccato che proprio l’economista abbia indicato nelle misure di Bernanke la causa della prossima crisi finanziaria, in quanto l’eccesso di liquidità in circolazione starebbe alimentando la bolla speculativa.

 

Tassi Fed confermati ma nel Fomc non tutti appoggiano la linea Bernanke

Ieri stesso, ad esempio, all’interno del Federal Open Market Committee si è levata un’unica voce contraria alla prosecuzione del “quantitative easing” da 85 miliardi di dollari al mese in acquisti di asset, quella del governatore della Federal Reserve di Kansas City, Esther George, che ha polemizzato sulla gestione Bernanke, sostenendo che questo eccessivo allentamento monetario porterebbe solo a squilibri finanziari (I tassi Fed restano fermi, Bce pronta al taglio?).

E malgrado la Fed si sia detta “flessibile”, variando al rialzo o al ribasso la potenza del suo QE, sulla base dell’andamento dell’inflazione e della disoccupazione, nessuno ha dubbi che tali politiche molto accomodanti proseguiranno ancora per svariati mesi, almeno fino al 2014, fin tanto che il tasso di inflazione non salirà oltre il 2,5% e la disoccupazione non si sarà stabilizzata sotto il 6,5%. Ma ancora siamo rispettivamente all’1,5% e al 7,6%.

Poco chiaro, invece, sembra il giudizio complessivo di Roubini sul da farsi per superare la crisi. Se il coacervo di eccesso di liquidità negli USA e la crisi in Europa faranno sì che i prezzi si attesteranno tra non molto a livelli non più sostenibili, perché l’economista invita l’Eurozona a seguire il modello di Fed e BoJ, che sarebbe fonte della nuova potenziale “depressione”?

Argomenti: Borsa Milano, Borsa USA, Quantitative Easing