Le banche italiane si preparano agli stress-test vendendo i crediti dubbi

Le banche italiane iniziano a sbarazzarsi dei crediti a rischio, in modo da superare più agevolmente gli stress-test dell'Eba di quest'anno.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Banche italiane si preparano agli stress-testI titoli bancari salvano Piazza Affari, che dopo un avvio di seduta in calo, in linea con le altre piazze europee, risale la china, distinguendosi in positivo dalle borse del Vecchio Continente. 

I guadagni sui bancari sono determinati dalle voci che sin da ieri si rincorrono sulle strategie che gli istituti italiani hanno iniziato a mettere in atto per contenere i crediti deteriorati.

E’ di ieri, ad esempio, l’indiscrezione del Financial Times che Intesa-Sanpaolo sarebbe prossima a creare una bad bank, in cui fare confluire 55 miliardi di crediti a rischio. La notizia ha spinto il titolo, che in mattinata viaggiava positivo di oltre il 2%. Pare che la banca possa darne annuncio con la presentazione del business-plan, alla fine di marzo.

Ma anche altri istituti si starebbero liberando dei crediti dubbi. Bper sarebbe in trattativa per vendere mutui del valore tra 200 e 400 milioni di euro, il Banco Popolare per 4 miliardi e Unipol Banca per 600 milioni.

Cessione completata per MPS, che ha riguardato quinti dello stipendio per 1,7 miliardi di euro, mentre Unicredit ha venduto non performing loans (crediti non performanti) per un valore di 700 milioni.

Queste azioni sarebbero adottate dalle banche italiane, in vista degli stress-test dell’Eba in corso d’anno, i cui risultati saranno resi noti alla fine di ottobre.

Ma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, partecipando stamane a un convegno del CSM, ha avvertito che la crisi economica attraversata dal nostro paese ha avuto ripercussioni negative sulla qualità del credito delle banche e non si esclude che alla fine dei test europei, possa presentarsi per alcune di loro l’esigenza di ricapitalizzarsi.

Gli stress-test dell’Eba prevedono un Common Equity Tier Ratio minimo dell’8% in una situazione ordinaria e del 5% in situazioni di stress. Secondo alcuni calcoli, tuttavia, i nostri 15 istituti sottoposti al monitoraggio dovrebbero mostrare un capitale superiore complessivamente ai minimi richiesti per almeno 30 miliardi di euro, anche se allo stato attuale, alcuni risulterebbero deficitari.

Anche la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia apporterà nuovo capitale contabile, che le banche potranno esibire per gli stress-test.

 

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