Le banche italiane devono fare di più sui crediti deteriorati

Ecco cosa pensa Elke Konig, a capo del Single Resolution Board, sulle banche italiane e sulle loro priorità

di Enzo Lecci, pubblicato il
Ecco cosa pensa Elke Konig, a capo del Single Resolution Board, sulle banche italiane e sulle loro priorità

Le banche italiane vanno bene ma devono impegnarsi maggiormente sulla questione crediti deteriorati. E’ questo il pensiero che Elke Konig, a capo del Single Resolution Board, agenzia dell’Unione Europea focalizzata sulla risoluzione delle crisi bancarie nella zona euro, ha affidato ad una intervista rilasciata per La Repubblica. Secondo l Koning, sono certamente da apprezzare gli sforzi fatti dagli istituti di credito italiani nel biennio 2017/2018 per rafforzare la propria solidità patrimoniale. La presidente, però, ha anche puntualizzato che c’è ancora molta strada da fare su quello che è il tallone d’Achille delle banche italiane ossia la questione crediti deteriorati.  Resta ancora molto da fare sullo smaltimento dei crediti deteriorati, ha affermato la Koning che poi ha anche aggiunto: “meglio se in una cornice armonizzata delle leggi fallimentari”.

La presidente del Single Resolution Board, per finire, ha difeso la norma del bail-in (che prevede l’intervento anche dei correntisti nel salvataggio degli istituti) in quanto ha mostrato più benefici che costi.

 

Argomenti: Settore bancario