Kos (Gruppo CIR), quel gioiello “nascosto” dei De Benedetti

Contribuisce per il 45% agli utili di Cir, è in costante espansione ma è poco visibile al mercato. I De Benedetti ci credono e comprano azioni

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Contribuisce per il 45% agli utili di Cir, è in costante espansione ma è poco visibile al mercato. I De Benedetti ci credono e comprano azioni

Fra le varie attività industriali detenute dalla famiglia De Benedetti attraverso Cir, vi è anche Kos. La società, nata nel 2002 col nome di “HSS – Holding Sanità e Servizi S.p.A.” nell’ambito delle attività di investimento e sviluppo di Cir, è diventato oggi uno dei maggiori gruppi italiani nel settore della sanità socio-assistenziale. Il gruppo KOS gestisce 81 strutture, prevalentemente nel centro‐nord Italia, per un totale di 7.764 posti letto operativi e circa 6.500 dipendenti.

Kos, controllata da CIR (59,5%) e partecipata da F2i Healthcare, si espande costantemente e macina utili. Al 30 giugno 2018, aveva realizzato ricavi per € 269,5 milioni, in aumento del 12,7% rispetto a € 239,1 milioni nel corrispondente periodo del 2017, grazie alla crescita di tutte le aree di attività e alla piena contribuzione delle acquisizioni effettuate nel 2017 e ai ricavi apportati dalle acquisizioni effettuate nel primo semestre 2018. L’Ebitda è ammontato a € 49,1 milioni, in aumento del 24,6% rispetto a € 39,4 milioni nel primo semestre 2017. L’utile netto è ammontato a € 16,5 milioni rispetto a € 11,3 milioni nel primo semestre 2017.

Non essendo quotata in borsa, al pari di Sogefi e Gedi, gli altri gruppi industriali controllati da Cir, il gruppo Kos  è poco visibile al mercato, ma non è escluso che nel 2019 – secondo gli analisti – possa essere riproposta la Ipo, già in cantiere nel 2010 e poi abbandonata a causa delle poco favorevoli condizioni di mercato. L’operazione potrebbe essere finalizzata, oltre che alla raccolta di capitali per consolidare la rete di strutture operanti nel centro nord Italia, anche per acquisizioni all’estero. Nuovi soci potrebbero, quindi, entrare in Kos valorizzandone ulteriormente in gruppo e dando maggiore visibilità alle strutture sanitarie. Anche perché la spesa sanitaria privata è in significativa crescvita, laddove ha in parte sostituito la spesa pubblica per alcune prestazioni (prevalentemente ambulatoriali) a seguito dell’incremento del ticket sanitario e dell’allungamento dei tempi di attesa nelle strutture pubbliche.

L’aumento dei ricavi di KOS nel secondo semestre 2018 è scaturito dalla crescita costante ed omogenea in tutte le aree di attività e –come spiega la società – “alla piena contribuzione delle acquisizioni effettuate nel 2017”.  L’apporto di utili alla Cir (ricavi primo semestre 2018 in crescita del 4,9%) è stato pari al 45% e sta quindi diventando sempre più importante a livello finanziario nel contesto generale delle attività controllate dalla holding della famiglia De Benedetti. Holding che – come già recentemente detto dagli analisti di Akros – è quotata a sconto in borsa non valorizzando adeguatamente le società controllate, sia dal punto di vista del Nav (Net Asset Value) sia sotto il profilo del patrimonio netto. Non a caso Cir sta impiegando mezzi propri per ricomprarsi a sconto le azioni in borsa secondo un poderoso piano di buy back che dovrebbe concludersi – secondo Milano Finanza –  l’anno prossimo con la detenzione del 20% del capitale sociale.

Per  quanto  riguarda  l’evoluzione  prevedibile  della  gestione,  nel  corso  del  2018,  Kos  prevede  un marginale  incremento  dei  ricavi  e  margini  per  quanto  riguarda  il  perimetro  a  regime, mentre proseguirà l’attività di sviluppo, in particolare sul territorio italiano, sia per linee esterne (acquisizioni), che interne (progetti di sviluppo grrenfield).

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