Italiani: un popolo di grandi risparmatori ma che non investe e non pianifica

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Grandi fiumi di denaro sono risparmiati in Italia, ma tuttavia non vengono investiti. Ecco quanto emerso dal sesto rapporto di Black Rock, il c.d. Global Investor pulse,  il sondaggio internazionale che analizza ed esprime il sentiment di oltre 27.000 investitori in 13 Paesi nel mondo - di età compresa tra i 25 e i 74 anni - rispetto allo stato di salute e benessere finanziario, nonché all'incidenza di tali aspetti sulle modalità di investimento nel medio-lungo periodo.

Grandi fiumi di denaro sono risparmiati in Italia, ma tuttavia non vengono investiti. Ecco quanto emerso dal sesto rapporto di Black Rock, il c.d. Global Investor pulse, il sondaggio che analizza ed esprime le opinioni di oltre 27.000 investitori in 13 Paesi nel mondo – di età compresa tra i 25 e i 74 anni – rispetto allo stato di salute ed al benessere finanziario, nonché all’incidenza di tali aspetti sulle modalità di investimento nel medio-lungo periodo.

Cause del fenomeno e percezione del benessere

Riguardo le principali cause, per il 46% degli intervistati riguardano fattori come il costo della vita e la situazione economica del paese; pertanto la paura di non aver denaro a sufficienza , di non constare di un’adeguata alfabetizzazione finanziaria o di perdere tutto rappresentano le preoccupazioni principali che spingono gli italiani a non investire.

I risultati principali, emersi dallo studio sul mercato italiano effettuato su 2000 soggetti, indicano che solo il 48% degli italiani si dice positivo rispetto al benessere generale, rilevando il dato più basso in Europa, rispetto a una media totale del 61%.  Per il 54%, più di un italiano su due, le principali cause di stress risultano “soldi e lavoro”, che pesano molto più di famiglia e salute (34%). Inoltre emerge che per il 60% degli italiani la salute finanziaria ha “un impatto diretto sul proprio benessere”, ma “viene percepita solo dal 28% della popolazione, attestandosi all’ultimo posto tra i vari Paesi (la media globale è del 42%).

Come si investe e si pianifica

Secondo lo studio il 78% degli intervistati si considera risparmiatore (ma non investitore): oltre il 9 per cento rispetto alla media globale, che si attesta al 69%, e poco oltre la media europea (76%). Per “risparmiatore” viene però considerata una persona molto avversa al rischio, la quale si accontenta più di proteggere il capitale che di far fruttare i propri risparmi.

Lo studio indica infatti che il 75% degli italiani “congela” in depositi bancari e risparmi il proprio patrimonio, rispetto al 66% in Europa e al 74% mondiale. Dal 2007 a oggi, la giacenza totale sui conti correnti italiani, calcolata dall’Abi, è progredita da circa 1.000 a quasi 1.400 miliardi di euro; dato impressionante se si considera che attualmente questo ammontare rappresenta circa l’80% del pil italiano. Un fiume di denaro che non viene dirottato nel sistema produttivo e che, in uno scenario a tassi azzerati, le banche nemmeno remunerano.

Solo il 47% degli italiani, invece, “investe”: più che nel resto d’Europa e meno del 55% medio globale. Gli investimenti sono rivolti verso l’azionario per il 24%, l’immobiliare per il 21%, l’obbligazionario per il 18% ed in fondi monetari (molto simili ai conti correnti peraltro) per il 12%.

Altro record negativo riguarda la pianificazione finanziaria futura: il 69% tra gli intervistati riconosce che occorre imparare a vivere senza contare sullo stipendio e due terzi sanno che bisogna prepararsi agli imprevisti; solo il 43% degli italiani ha tuttavia iniziato a risparmiare per la pensione, e anche questo dato è più basso del livello globale (che registra una media del 63%).

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