Investimenti e Coronavirus: come orientarsi in questo momento di panico?

di , pubblicato il
Come orientarsi quindi in questi momenti di panico? Dove cercare opportunità potenzialmente buone? Nel seguito viene data una spiegazione del perché puntare i fari su determinati settori, elencando le aziende che potrebbero andare bene o comunque non avere performance troppo deludenti in questi momenti di panico.

L’avanzare dell’Epidemia legata al nuovo ceppo del Coronavirus ha innescato sentimenti di panico portando ad un risk off sui mercati mondiali.

A mio avviso si tratta di un panico sovra alimentato dai Media, e la crescente diffusione di questo virus respiratorio -almeno in Italia- viene causata da gente ignorante incapace di rispettare neanche mezza regola (NDR). Anche se non esistono ancora stime attendibili, queste sono le curve che rappresentano il totale casi confermati nel mondo (in blu), i casi di ricovero (in giallo) ed i decessi (in rosso).

Finora i casi di decesso rispetto al totale dei casi confermati rappresentano una bassa percentuale e si è trattato in maggioranza di persone con basse difese immunitarie, ossia di gente anziana e/0 sofferenti di altre malattie. La realtà è che si tratta di una bruttissima polmonite ad elevatissimo tasso di riproduzione (ossia di contagio), che può provare danni come ogni altra malattia (si pensi alle vittime della malaria e l’influenza spagnola) se non vengono prese le adeguate contromisure ed adottate regole dettate dal buon senso: evitare luoghi affollati, lavarsi molto spesso le mani, starnutire e/o tossire con braccio vicino la faccia ecc.

Da quanto si apprende dalla CNBC Trump lunedì sera avrebbe annunciato misure di riduzione delle tasse sui salari ed altri stimoli per rispondere all’emergenza e, grazie a tali dichiarazioni, i futures sugli indici azionari hanno provato a rimbalzare ma con scarso successo.

Tuttavia, riporta un funzionario, la stessa amministrazione della White House si sarebbe detta sbalordita nel sapere che Trump martedì (cioè oggi) avrebbe tenuto una conferenza stampa per annunciare un piano economico. I dettagli effettivi di qualsiasi piano rimangono in sospeso, e molti di essi “devono essere elaborati.

Il programma di oggi del presidente prevede alle 17:30 (ora locale americana) un briefing sul Corona Virus fra i media e la sua task force. Se non vengono date adeguate risposte è molto probabile che il calo continui.

Come orientarsi quindi in questi momenti di panico? Dove cercare opportunità potenzialmente buone? Nel seguito viene data una spiegazione del perché puntare i fari su determinati settori, elencando le aziende che potrebbero andare bene o comunque non avere performance troppo deludenti in questi momenti di panico.

Investimenti e Coronavirus

Settori anticiclici

Si consiglia in primis di puntare i fari su settori anticiclici, ossia quei settori che vengono generalmente meno colpiti (ma attenzione, non sono completamente immuni) in fasi di indebolimento  del ciclo economico, come quello delle utilities (acqua, gas ed elettricità), dell’alimentare e del farmaceutico.

Delle Utilities e dell’alimentare perché nei periodi in cui vi sono in corso epidemie, dovendo restare il più possibile chiusi in casa, dovrebbe aumentare il consumo di energia e di cibo. Nel farmaceutico perché lo sviluppo del vaccino e la produzione e commercializzazione di mascherine e di prodotti igienizzanti dovrebbe far aumentare il fatturato e l’appetibilità dei titoli.

Fra i settori dell’alimentare -e non solo- i fari puntano verso Coca-Cola, Walmart, Beyond Meat, Procter And Gamble e Altria Group. Da tenere in considerazione anche Barrik Gold, compagnia di estrazione d’oro che sembrerebbe non aver accusato troppo il colpo.

Nel farmaceutico i fari in Italia si puntano su Diasorin che sta sviluppando un test diagnostico che permetterebbe di dare una diagnosi sul Coronavirus entro 60 minuti rispetto alle 5-7 ore necessarie con le procedure tradizionali. “Abbiamo già completato la lunga fase di valutazione di questi test, in questo momento stiamo proprio creando il prodotto, per rifornire i nostri magazzini. Si parla di una, due settimane. Stiamo aspettando l’ultimo via libera dal punto di vista normativo e regolamentare, l’ultima autorizzazione da parte della FDA”, spiega John Gerace, il presidente di DiaSorin Molecular.

“Entro fine mese – continua Gerace – dovremmo inviare l’ultimo plico, la documentazione, e speriamo di lanciare il prodotto da qui al 31 marzo. Pensiamo che sia fondamentale poter fornire alcune migliaia di test ai nostri partner principali, gli ospedali Spallanzani di Roma e San Matteo di Pavia. Per il momento abbiamo completato circa 40mila kit e dovremmo arrivare come minimo a 50mila test da qui a fine marzo per l’Italia e dovremmo arrivare tra i 100mila e i 150mila test in seguito per l’Italia”.

Altro titolo da tenere in considerazione è Roche, poiché ci sarebbe il farmaco tocilizumab approvato in Cina, originariamente sviluppato per l’artrite, che inibisce elevati livelli di Interleuchina 6 (IL-6) alla base di alcune malattie infiammatorie.

Quanto alla corsa per la produzione del vaccino i papabili candidati sono Gilead Sciences, Moderna Inc, GlaxoSmithKline, Inovio Pharmaceuticals Inc., Novavax, Johnson and Johnson, Regeneron Pharmaceuticals, Sanofi, Takeda Pharmaceutical e Vir Biotechnology.

Come detto prima i fari debbono essere puntati su settori anticiclici, ma ce ne sono anche altri del settore tecnologico e finanziario che potrebbero beneficiare di tale situazione o comunque produrre performance meno deludenti di altri settori come l’industriale, il lusso ed il settore viaggi.

Settore finanziario e tecnologico

Il settore finanziario e bancario è molto esposto in tali frangenti, ma vi è una nicchia che potrebbe distinguersi, ossia quella dei pagamenti online: in tal caso sono da considerare titoli come Visa o Mastercard.

Altro settore altamente correlato a quello dei pagamenti online è quello dell’E-Commerce, che potrebbe veder impennare il fatturato a causa della “segregazione” delle persone in casa: spuntano quindi subito all’occhio titoli come Amazon, Alibaba ed Ebay.

Si consideri inoltre la nicchia del settore tecnologico dedicato ai computer, ai videogiochi e quindi all’intrattenimento.

Data la spiegazione dei settori più papabili in questi casi è bene aprire una finestra anche sull’Equity Crowdfunding.

Equity Crowdfunding, Startup e PMI

Secondo Tommaso Baldissera Pacchetti, amministratore delegato di CrowdFundMe, unica piattaforma di Crowdinvesting (Equity Crowdfunding, Real Estate Crowdfunding e Corporate Debt) quotata a Piazza Affari, in momenti di difficoltà economica legata all’impatto dell’epidemia su scala mondiale del Coronavirus, la parola d’ordine è diversificazione.

In altre parole non bisogna investire tutto su titoli uguali e spesso sopravvalutati, ma è necessario investire su asset diversi, non troppo correlati e anche geograficamente lontani se possibile

Anche se l’Equity Crowdfunding ha risentito relativamente poco della crisi scaturita, non va comunque sottovalutata la situazione che stanno vivendo, da un lato, l’economia reale, con le imprese e, dall’altro, quella finanziaria, con le Borse.

Per Baldissera bisogna, ora più che mai, diversificare e investire, anche e soprattutto, su imprese non quotate e per questo motivo “immuni” dalle oscillazioni di prezzo dei mercati tradizionali. In altre parole, seguire un modello di business uguale, o almeno simile, a quello dell’Equity Crowdfunding che, ontologicamente si concentra sull’economia reale, con società diverse tra loro, operanti in diversi settori e non ancora approdate sui listini delle borse.

“Non a caso su CrowdFundMe abbiamo deciso di allargare la nostra offerta e portare anche un veicolo di investimento come Sixth Millennium, dell’imprenditore e noto venture capitalist Jonathan Pacifici, che investe su startup israeliane nei settori più all’avanguardia come cybersecurity, IoT, Big Data e Fintech. Anche i nuovi progetti immobiliari sono un esempio di questa strategia, così come i Minibond, volti a fornire anche una cedola fissa ai nostri investitori”. “Ovviamente – aggiunge Baldissera – speriamo tutti che questa crisi finisca il prima possibile e che l’economia in generale e i mercati possano ripartire. Se gli investitori, istituzionali e retail e tanti imprenditori del nostro settore accoglieranno questo appello, che non è soltanto mio, ma di buona parte della comunità finanziaria, sono convinto che potremo presto riprenderci e trovare nuova vitalità”.

 

Argomenti: ,