Intesa Sanpaolo: utile netto primo semestre sale a 2,179 miliardi

I risultati del semestre sono in linea con gli obiettivi del Piano di Impresa 2018-2021 e di un utile netto 2018 superiore ai 3,8 miliardi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I risultati del semestre sono in linea con gli obiettivi del Piano di Impresa 2018-2021 e di un utile netto 2018 superiore ai 3,8 miliardi

Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 2,179 mld euro, in crescita rispetto ai 1,738 mld registrati nello stesso periodo del 2017.

I proventi operativi netti, spiega una nota, si attestano a 9,416 mld (8,877 mld in 2017), i costi operativi sono di 4,610 mld (4,771 mld in 2017), il risultato della gestione operativa ammonta a 4,806 mld (4,106 mld in 2017) mentre il risultato corrente lordo e’ pari a 3,553 mld (2,916 mld in 2017). Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il common equity Tier 1 ratio post dividendi maturati si attesta al 13,6% per quello pro-forma a regime e al 13,4% quello pro-forma con criteri transitori per il 2018. Il cost/income e’ al 49%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee. Le rettifiche di valore nette su crediti sono in calo del 17,9% rispetto al primo semestre del 2017. I costo del rischio annualizzato e’ sceso a 59 centesimi di punto rispetto agli 81 dell’intero 2017.

La Ca’ de Sass registra una riduzione dei crediti deteriorati di circa 2 mld nel semestre preso in esame e di circa 15 mld da settembre 2015, al lordo delle rettifiche di valore, escludendo la cessione dei crediti in sofferenza firmata con Intrum, rispettivamente di circa 13 miliardi e circa 26 miliardi includendola. Lo stock di crediti deteriorati – che a fine semestre non include più i crediti in sofferenza oggetto di cessione a Intrum, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione – scende a giugno 2018 del 24,2% al lordo delle rettifiche di valore rispetto a dicembre 2017, realizzando nel primo semestre 2018 già il 50% dell’obiettivo di riduzione previsto nel Piano di Impresa per il 2018- 2021; lo stock diminuisce del 18,4% al netto delle rettifiche, rispetto al dato del 31 dicembre 2017 ricalcolato per tenere conto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 in vigore dal 1° gennaio 2018. Inoltre l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a giugno 2018 è pari al 9,3% al lordo delle rettifiche di valore e al 4,6% al netto. Il livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 53,4% a fine giugno 2018, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 67,1%. La banca registra anche un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari a circa lo 0,6% a fine giugno 2018.

I risultati del semestre sono pienamente in linea con gli obiettivi del Piano di Impresa 2018-2021 e di un utile netto 2018 superiore ai 3,8 miliardi di euro del 2017 e confermano il supporto del Gruppo all’Italia anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di responsabilità sociale e culturale. I dati riflettono i punti di forza del Gruppo – redditività sostenibile e solidità patrimoniale – derivanti dal modello di business resiliente e ben diversificato, con una focalizzazione su Wealth Management & Protection, riguardante attività finanziarie della clientela per circa 1.000 miliardi di euro, che pone al centro la relazione con il cliente e con un’operatività su attività finanziarie che offre un natural hedging a copertura dagli impatti della volatilità dei mercati sui ricavi generati dalle commissioni.

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