Intesa Sanpaolo: nel Q1 del 2019 utile superiore al miliardo

Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre del 2019 con ricavi a 4.389 milioni, in aumento del 4,6% rispetto al 4° trimestre 2018 ed in calo dell'8,8% rispetto al 1° trimestre del 2018. Utile netto a 1.050 milioni.

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Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre del 2019 con ricavi a 4.389 milioni, in aumento del 4,6% rispetto al 4° trimestre 2018 ed in calo dell’8,8% rispetto al 1° trimestre del 2018; battute le previsioni che attendevano un valore di 4,33 miliardi.

I costi operativi risultano pari a 2.204 milioni, in diminuzione del 13,9% rispetto al 4° trimestre del 2018 e del 4,5% rispetto al pari periodo del 2018.

Il risultato della gestione operativa del periodo in esame si attesta a 2.185 milioni, in progresso di ben il 33,5% rispetto al Q4 del 2018 ma in diminuzione del 12,7% rispetto al 1° trimestre del 2018.

Sul fronte degli NPL si riconosce un miglioramento della qualità del credito. In particolare si rileva che:

  • i crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, diminuiscono di circa un miliardo di euro nel primo trimestre 2019, di circa 30 miliardi dal settembre 2015 (di circa 19 miliardi escludendo la cessione dei crediti in sofferenza a Intrum perfezionata nel quarto trimestre del 2018) e di circa 17 miliardi dal dicembre 2017 (di circa 6 miliardi escludendo l’operazione Intrum) realizzando nei primi 15 mesi del Piano di Impresa 2018-2021 già il 64% dell’obiettivo di riduzione previsto per l’intero quadriennio;
  • lo stock di crediti deteriorati cala a marzo 2019, rispetto a dicembre 2018, del 2,6% al lordo delle rettifiche di valore e dell’ 1,8% al netto; –
  • l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a marzo 2019 è uguale all’ 8,5% al lordo delle rettifiche di valore e al 4,1% al netto;

L’utile netto si attesta infine a 1.050 milioni, in progresso dai 1.038 milioni del 4° trimestre del 2018 (+11,6%) ma in contrazione se confrontato ai 1.252 milioni del pari periodo del 2018 (-16,1%); le stime si aggiravano intorno ai 0,9-1,05 miliardi.

Circa la solidità patrimoniale, il Cet1  ratio proforma si attesta al 13,5% (13,1% in base ai criteri transitori del 2019); nello scenario avverso dello stress test BCE/EBA 2018 al 2020, il Cet1 ratio sarebbe del 9,7% in base ai dati di bilancio 2017 mentre, considerando l’aumento di capitale effettuato a luglio 2018 sarebbe pari al 10,3% (10,4% pro forma).

Dalla nota della società si legge che ” I risultati del primo trimestre del 2019 riflettono la redditività del gruppo, derivante dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità e dal modello di business resiliente e ben diversificato.

Il modello di business si caratterizza per una focalizzazione su Wealth management & protection, un’operatività su attività finanziarie che offre un natural hedging a copertura degli impatti della volatilità dei mercati sui ricavi da commissioni, una flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi e un’efficace gestione proattiva del credito.

I risultati del primo trimestre del 2019 sono pienamente in linea con gli obiettivi e confermano il supporto del gruppo all’economia nei paesi in cui opera, in particolare l’Italia, dove è anche impegnato a diventare un punto di riferimento di responsabilità sociale e culturale”.

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