Intesa Sanpaolo: è quasi accordo su cessioni degli Utp senza minusvalenze a Prelios

Intesa avrebbe quasi definito tutti i punti della cessione da 10 miliardi di Utp (Unlikely to Pay, inadempienze probabili) a Prelios. 3,5 miliardi verranno ceduti in forma di cartolarizzazione mentre la gestione dei rimanenti 6,5 miliardi dovrebbe avvenire nella forma del servicing puro.

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Intesa avrebbe quasi definito tutti i punti della cessione da 10 miliardi di Utp (Unlikely to Pay, inadempienze probabili) a Prelios. 3,5 miliardi verranno ceduti in forma di cartolarizzazione mentre la gestione dei rimanenti 6,5 miliardi dovrebbe avvenire nella forma del servicing puro.

Intesa avrebbe quasi definito tutti i punti della cessione da 10 miliardi di Utp (Unlikely to Pay, inadempienze probabili) a Prelios.

Da quanto riporta il Sole 24 infatti i prossimi giorni saranno decisivi “per mettere tutti i punti sulle i”, sebbene i pilastri dell’accordo siano già stati definiti.

Secondo il quotidiano il pilastro fondante dell’accordo è che, a fronte dei 10 miliardi, circa 3,5 miliardi dovrebbero essere ceduti a Prelios al valore di libro, evitando  così di incorrere in minusvalenze; nelle scorse settimane circolavano indiscrezioni di una probabile vendita al 50-55% del valore contabile, a fronte di una copertura pari al 36,2% (dato a fine 2018).  Prelios, otterinvece la gestione della parte rimanente del portafoglio di Utp oggetto della transazione:

Intesa verrebbe assistita dagli advisor Rothschild e Banca Imi e, sempre secondo Il Sole 24 Ore, la cessione verrà realizzata nella forma della cartolarizzazione, suddivisa nell’emissione di una tranche senior pari al 70% circa del valore totale – su cui non ci sarà la garanzia pubblica Gacs, riservata invece alle sofferenze -, una mezzanina (15% circa) e una tranche equity per il restante 15%. Si tratta tuttavia di una suddivisione indicativa che potrebbe essere sottoposta a prossime revisioni. Prelios, otterrebbe infine la gestione della parte restante di 6,5 miliardi del portafoglio di Utp nella forma del serving puro.

L’effetto dell’operazione si tradurrebbe nella riduzione del rapporto fra crediti deteriorati e totale crediti, che a fine marzo era pari all’8,5%, su valori in linea a quanto richiesto dalla vigilanza.

L’accordo dovrebbe essere delineato su tutti i suoi fronti nelle prossime 2 settimane, periodo in cui in cui verrà stabilito il “Tranching definitivo”, mentre il perfezionamento della manovra è attesa per fine luglio; il 31 luglio avrà luogo la riunione del Cda, luogo idoneo all’approvazione dell’operazione.

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