Intesa Sanpaolo. Dietrofront sulla bad bank. Messina: “non siamo banca di sistema”

L'ad di Intesa, Carlo Messina, smentisce l'ipotesi di una "bad bank" e annuncia che sono pronti 150 miliardi in crediti a famiglie e imprese.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Intesa Sanpaolo, no ipotesi bad bankL’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, non ha voluto anticipare alcuna decisione con riguardo alla contabilizzazione della rivalutazione delle quote di Bankitalia, di cui l’istituto è primo azionista, limitandosi a rinviare la questione al cda del 27 marzo e sottolineando come tale scelta sarà basata solo sull’effettivo beneficio che l’istituto otterrà. Cà de Sass, ha continuato, non ha bisogno della rivalutazione, perché ha già un surplus di capitale, rispetto ai minimi regolamentari imposti dai test europei e da Basilea 3.

Questione plusvalenze

La questione delle plusvalenze sta diventando più complessa del previsto. Secondo il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, qualora dalle autorità regolamentari europee dovesse giungere l’indicazione di inserire le plusvalenze realizzate con il decreto Bankitalia a riserva, le banche non saranno tenute al pagamento dell’imposta, il cui versamento è previsto in 3 anni per complessivi 900 milioni, di cui 300 a valere sull’esercizio in corso.

Niente “bad bank” Intesa

Tornando a Intesa, Messina ha smentito l’ipotesi che la banca abbia intenzione di creare una “bad bank”, a maggior ragione se di sistema. L’ad ha dichiarato che sarebbe in progetto la creazione di una “business unit”, finalizzata a far tornare in bonis i crediti oggi ritenuti a rischio.

 

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E sempre Messina ha negato che Intesa sia una banca di sistema, ribadendo che l’istituto eroga credito a famiglie e imprese. Il fatto di avere compiuto 4-5 operazioni sbagliate, che hanno prodotto perdite, ha affermato, non significa che essa debba essere considerata una banca dei salotti buoni. Il manager cita a suo sostegno un dato: sono pronti 150 miliardi di euro in finanziamenti a medio e lungo termine a famiglie e imprese.

Quanto alle rettifiche sui crediti deteriorati, a fine settembre ammontavano a 4 miliardi e altre ne verranno nel corso di questo trimestre.

 

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