Illimity: nel terzo trimestre 2019 perdita netta a €6,8 milioni

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Nel terzo trimestre 2019 margine d'intermediazione aumenta del 45% t/t; nonostante ciò l'aumento dei costi operativi e delle rettifiche su crediti hanno determinato un perdita netta a €6,8 mln; il totale degli attivi raggiunge quota €2 mld.

Illimity archivia il terzo trimestre 2019 con margine d’intermediazione in aumento del 45% t/t; nonostante ciò l’aumento dei costi operativi e delle rettifiche su crediti hanno determinato un perdita netta a 6,8 milioni; il totale degli attivi raggiunge quota 2 miliardi.

Conto economico terzo trimestre 2019

Il margine di intermediazione per il terzo trimestre raggiunge 16,4 milioni di euro, in aumento
del 45% rispetto agli 11,3 milioni al secondo trimestre; il risultato beneficia della forte crescita del margine d’interesse a 13,8 milioni (+54%) e delle commissioni nette a 2,6 milioni (+33%) rispetto al secondo trimestre.

I costi operativi del terzo trimestre sono saliti di circa il 4% a 21,7 milioni di euro; di questi, 3,3 milioni hanno riguardato costi specifici connessi al lancio della banca diretta digitale illimitybank.com.

Quanto descritto ha determinato un risultato di gestione negativo per 5,3 milioni, risultando tuttavia in miglioramento rispetto la perdita di 9,5 milioni del secondo trimestre 2019.

Nel periodo in esame le rettifiche di valore su crediti sono ammontate a 3,9 milioni di euro, in aumento dai 2,7 milioni del trimestre precedente

Dati i suddetti risultati, l’ultima riga di conto economico mostra una perdita netta di 6,8 milioni di euro, portando il risultato netto dei primi nove mesi del 2019 a 18,2 milioni di euro, in linea con quanto previsto dal piano industriale.

Situazione patrimoniale e finanziaria

Nel trimestre in esame il totale attivo di Illimity raggiunge 1,956 miliardi di euro, in forte crescita rispetto agli 1,253 miliardi di euro rilevati al 30 giugno 2019. Il grande contributo è stato dato dagli impieghi verso clientela, che sono saliti a 1,255 miliardi di euro, con un aumento superiore al 60% rispetto al secondo trimestre 2019.

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