Il rimbalzo sull’azionario è arrivato al capolinea?

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borse azioniPer molti mercati azionari mondiali il 2013 si è chiuso con performance straordinariamente positive. Dopo rialzi così importanti è naturale chiedersi cosa possa riservare il futuro. È ragionevole aspettarsi che l’azionario continui a sovraperformare? I fattori sottesi a questa tendenza al rialzo sono sostenibili? Saranno gli utili societari o le banche centrali il fattore trainante dei mercati azionari nel 2014?

Pur nella consapevolezza degli ampi rialzi delle quotazioni azionarie globali nel corso dell’ultimo anno, Juan Nevado – gestore del fondo M&G Dynamic Allocation – e il Team Multi Asset di M&G ritengono che il livello sia ancora al lato attraente del valore equo, e che i mercati azionari globali continuino ad offrire rendimenti interessanti, anche se in misura ridotta rispetto a dodici mesi fa.

 

Su alcuni mercati azionari mondiali le valutazioni hanno evidenziato movimenti ampi nel corso degli ultimi dodici mesi, chiudendo il 2013 con una performance straordinariamente positiva. Sembra quindi inevitabile porsi qualche domanda su quale sia la risposta più idonea alla situazione, in base alla nostra visione attuale sulle azioni. Siamo convinti che in base a molti parametri le valutazioni siano ancora al di sotto del livello considerato equo, anche se la distanza si è molto ridotta rispetto all’inizio del 2013 su certi mercati. Tuttavia, sono molte le piazze su cui resta un ampio margine di ulteriore rialzo, mentre in altri casi per un nuovo movimento verso l’alto sarà essenziale la crescita dei profitti. In questo ambiente, vediamo numerose opportunità interessanti per creare un portafoglio di mercati globali attraenti e diversificati.

 

L’azionario mantiene complessivamente un buon grado di attrattiva

Per molti mercati azionari mondiali il 2013 è stato un anno fenomenale.

In base agli studi sulla performance degli indici azionari, gli investitori dovrebbero aspettarsi rendimenti reali del 5-8% per anno in media1. Nel 2013 i rendimenti nominali sono stati di circa il 30% negli Stati Uniti, mentre l’Europa ha guadagnato grosso modo il 20%2.

Dopo rialzi così importanti è naturale chiedersi cosa possa riservare il futuro. È ragionevole aspettarsi che l’azionario continui a sovraperformare? I fattori sottesi a questa tendenza al rialzo sono sostenibili? Saranno gli utili societari o le banche centrali il fattore trainante dei mercati azionari nel 2014? Negli anni recenti non abbiamo visto l’espansione robusta dei profitti che sarebbe auspicabile, a sostegno di una tale effervescenza dei mercati (si veda il grafico sotto).

rapporto utili per azione

 

Non c’è dubbio che molti mercati azionari si siano rivalutati in misura consistente, con l’apprezzamento delle quotazioni accompagnato da una crescita degli utili relativamente deludente in diverse economie importanti. Per questo molti commenti hanno sottolineato i rischi per l’economia globale e il rimbalzo.

azionario è stato accolto con scetticismo nella maggior parte del mondo. Abbiamo chiuso l’anno sentendo di nuovo parlare di “bolle”, alimentate dai “prezzi degli asset gonfiati” dalla Federal Reserve. Tuttavia, a nostro avviso le vere bolle raramente sono accompagnate da tanto scetticismo.

In ogni caso, per quanto sia ragionevole chiedersi quanto dovremmo fidarci dei movimenti recenti del mercato, bisogna comunque accettare che, come sempre, è impossibile prevedere con precisione cosa abbia in serbo per noi il 2014. Piuttosto crediamo sia molto più utile fare un passo indietro, evitando di farsi distrarre dal “rumore”, e prepararsi a rispondere ai continui cambiamenti sul piano delle valutazioni e dei fondamentali.

Pur nella consapevolezza degli ampi rialzi delle quotazioni azionarie globali nel corso dell’ultimo anno (si veda il grafico sotto), riteniamo che il livello sia ancora al lato attraente del valore equo, in base a quasi tutti i parametri di valutazione. Anche i mercati sviluppati, protagonisti indiscussi della solida performance del 2013, nella maggior parte dei casi continuano ad apparire relativamente scontati in rapporto alla rispettiva storia di utili, mentre l’inflazione contenuta ha consentito alle banche centrali di concentrarsi sullo stimolo alla crescita. Nell’immediato futuro, è possibile che le tendenze degli utili sottostanti assumano un ruolo di maggior rilievo, per i rendimenti di quei mercati in cui le valutazioni sono diventate meno appetibili. A nostro avviso, le valutazioni dell’azionario mondiale scontano già un premio al rischio di tapering, e questo dovrebbe significare che la debolezza dei prezzi di questi asset, conseguente alle ulteriori riduzioni degli stimoli, dovrebbe essere di breve durata, soprattutto se il tapering è associato a un miglioramento delle tendenze di crescita.

esempi di rendimenti

Per noi questo giustifica il mantenimento di una posizione complessivamente sovrappesata in un paniere di mercati azionari globali, che continuano a offrire rendimenti interessanti sia in termini assoluti, sia rispetto alla liquidità, anche se in misura ridotta rispetto a dodici mesi fa.

 

Opportunità da cogliere selettivamente

Nella costruzione di un portafoglio diversificato è importante individuare gli asset che offrono una remunerazione adeguata per i rischi connessi alla relativa detenzione. Per questo è essenziale la selettività. La nostra visione centrale sul medio termine indica ancora l’azionario come area di elezione: ma dove posizionarsi, esattamente? Gli alti livelli di dispersione dei rendimenti all’interno dell’asset class nel corso del 2013 hanno messo in evidenza l’impossibilità di considerare tutti i mercati azionari mondiali allo stesso modo.

Uno sviluppo importante nelle tendenze di valutazione l’anno scorso è stato il recupero su base ampia delle azioni statunitensi fino al fair value e, in alcuni casi, anche a livelli di sopravvalutazione, in base a quasi tutti i parametri. Anche i mercati di Regno Unito, Europa e Giappone si sono rivalutati, ma non nella stessa misura. Su questi mercati continuiamo a vedere buone opportunità di valore, in particolare in Europa, dove i Paesi periferici come l’Italia si confermano tuttora molto promettenti, anche dopo la solida performance recente. Inoltre, il livello depresso degli utili nella periferia implica un margine più ampio per eventuali sorprese positive, rispetto a mercati come quello statunitense, dove la redditività è stata più elevata.

In Giappone, l’indice Topix ha guadagnato quasi il 50% in termini di valuta locale l’anno scorso, ma il rialzo è stato accompagnato da una crescita degli utili analoga, quindi le valutazioni sono a livelli ancora relativamente attraenti. Non tentiamo di fare previsioni su quanto possa rivelarsi efficace, o inefficace, la politica monetaria estrema  adottata nel Paese, ma se dovesse funzionare, il valore è ancora dalla nostra parte e giustifica un’esposizione al mercato nipponico.

 

La seconda parte dello studio di M&G: Dove risiede l’attrattiva dei mercati emergenti?

 

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