Il lusso tira a Piazza Affari, il successo delle griffe diventate azioni

Tra le più famose griffe quotate a Milano ci sono Tod's, Ferragamo e Cucinelli. Quest'anno altri noti brand come Moncler, Moleskine e Versace potrebbero sbarcare a Piazza Affari. Ma quale è il segreto del successo del settore lusso?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Piazza Affari è ballerina di questi tempi, ma ci sono alcuni titoli che stanno dimostrando un trend al rialzo costante da un paio di anni a questa parte e hanno in comune il fatto di appartenere al settore del lusso. Sia in Italia che in Francia, nel 2012 si è distinto per una tendenza crescente nel rapporto tra prezzi e utili, oltrepassando quota 21, contro il 15 dei titoli asiatici. Insomma, il lusso attira e non conosce crisi. Anzi, in una fase di contrazione dei consumi e dell’economia, il settore potrebbe essere considerato un pò un rifugio per quanti vorrebbero continuare a investire in azioni, perché data la sua peculiarità, esso non dovrebbe risentire della recessione o almeno non come gli altri settori.

 

Azioni consigliate: le celebrità del settore lusso

Tra i titoli oggi più famosi quotati a Milano troviamo Tod’s, Ferragamo, Cucinelli e Yoox. Ferragamo e Cucinelli sono di quotazione recente e hanno subito mostrato un’ottima performance in borsa. Addirittura, Cucinelli è stata nel 2012 l’unica Ipo sul Mot di Piazza Affari.

E anche quest’anno, nonostante la penuria di aspiranti neo-quotande, pare che il listino milanese sia destinato ad allungarsi per il lusso. Oggi, ad esempio, è stata ammessa la quotazione di Moncler da parte di Borsa Italiana sulla piattaforma per le azioni ordinarie, dove la società dovrebbe piazzare il 40% del suo capitale, qualcosa come non meno di 250 milioni di euro. Il roadshow potrebbe iniziare già da lunedì prossimo e la quotazione avvenire effettivamente a giugno. Ma tra i nuovi arrivi dovrebbero comparire quest’anno anche i marchi Moleskine e Versace (Quotazione Moleskine: via libera da Borsa Italiana).

E non è un caso che tra le 63 società italiane che hanno aderito all’iniziativa di Borsa Italiana per diffondere tra le imprese la cultura del mercato, 11 appartengano al “luxury”.

Uno studio di Pambianco ha analizzato un campione di 480 società del lusso e 167 del settore casa&design. Il risultato di questo studio è che sulla base della loro forza distributiva e del loro grado di indebitamento tra il 2009 e il 2011, 65 sarebbero quotabili, di cui 50 del settore lusso e 15 di quello casa&design.

Ai primi posti della classifica troviamo Dolce&Gabbana, Armani, Zegna, Calzedonia, Twin Set & Kiko e per il design Kartell, Poltronesofà e B&B Italia.

Soprattutto per il primo sarebbe importante il reperimento dei capitali in borsa, come dimostra l’ultimo caso in ordine temporale, quello di Bruno Cucinelli. I capitali privati freschi, infatti, garantiscono alle società del lusso gli investimenti necessari per migliorare la distribuzione, che per questo comparto è fondamentale.

 

I numeri del comparto lusso in Italia

Per capire le ragioni del successo a Piazza Affari, si pensi che il “luxury” produce nel nostro Paese un fatturato di 50 miliardi e un avanzo della bilancia commerciale di 18 miliardi all’anno, con una propensione all’export superiore al 50%. Solo quotando il 30% del loro capitale, le 65 aziende dello studio di cui sopra apporterebbero a Piazza Affari capitali aggiuntivi per 12 miliardi, pari al 3% dell’intera capitalizzazione della nostra borsa.

Argomenti: Borsa Milano, Brunello Cucinelli, Salvatore Ferragamo, Tod's