Gucci salva Richard Ginori e 230 lavoratori. La storica porcellana vivrà

C'è l'intesa tra Gucci e Richard Ginori: resteranno a Sesto Fiorentino 230 dipendenti su 308. Altri 47 saranno assunti da società legati e Gucci e i restanti avviati al prepensionamento

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Ingresso della Manifattura di Doccia di Richard Ginori

Dopo una maratona notturna di 10 ore, la maison di casa Kering, Gucci, e i rappresentanti sindacali di Richard Ginori hanno raggiunto un accordo per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Secondo l’intesa, che stamane sarà sottoposta a un referendum tra i lavoratori, dei 308 dipendenti di Sesto Fiorentino, 230 saranno riassunti con nuovo contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, riconoscendo al contempo le anzianità acquisite sotto la precedente gestione. Altri 47 almeno saranno assunti da società collegate a Gucci e il resto sarà incentivato verso attività di lavoro autonomo o spinto al prepensionamento.

Secondo Gucci, l’accordo ha centrato l’obiettivo di minimizzare l’impatto occupazionale e di valorizzare le competenze professionali e il substrato artistico e culturale dell’azienda nota in tutto il mondo per la sua produzione pregiata e in rapporto con il territorio.

Al netto degli investimenti immobiliari, la maison investirà tra 10 e i 15 milioni di euro per il rilancio, mentre altri 13 milioni serviranno per l’acquisto. Secondo l’ad Patrizio Di Marco, la Ginori dovrebbe occupare non oltre 180 lavoratori, per cui la società da lui guidata avrebbe compiuto uno sforzo, impiegando almeno una cinquantina di dipendenti in più dello stretto necessario.

Soddisfatti dell’accordo anche i sindacati, con i Cobas Ginori che si dicono rammaricati solo per non avere potuto salvaguardare tutti i posti di lavoro. In ogni caso, tutte le sigle riconoscono che si tratti della migliore intesa possibile. Questa era stata indicata da Gucci come indispensabile per giungere al perfezionamento dell’accordo di acquisizione dell’azienda. Successivamente all’approvazione molto probabile da parte dei lavoratori, il Tribunale di Firenze potrà procedere con qualche giorno di anticipo sulla data prevista all’assegnazione di Richard Ginori alla maison Gucci, anche se la Procura del capoluogo toscano ha aperto un fascicolo a carico di “eventuali terzi”, per verificare che le procedure per la gara dello scorso 22 aprile siano state espletate in modo genuino. Dalla stessa Procura, tuttavia, tengono a sottolineare come il fascicolo non riguardi Gucci, unico offerente ad avere presentato una proposta il mese scorso.

Argomenti: Borsa Milano, Richard Ginori