Groupon macina perdite su perdite. Pesano acquisti e spese marketing

Il colosso delle vendite scontate sul web, Groupon, è crollato in borsa dopo la chiusura della seduta, in seguito alla pubblicazione dei dati dell'ultimo trimestre del 2013.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Groupon crolla a Wall Street su dati pessimi trimestraleIl colosso delle vendite geolocalizzate e scontate Groupon ha chiuso l’ultimo trimestre del 2013 con un aumento dei ricavi del 20,3% a 768,45 milioni di dollari, ma con una perdita netta di 81,25 milioni di dollari, appena al di sopra degli 81,09 milioni di passivo del corrispondente trimestre del 2012. La perdita per azione è stata di 12 centesimi. Escludendo le voci straordinarie, l’utile sarebbe stato di 4 centesimi per azione. Gli analisti avevano stimato un utile per azione di 2 centesimi e ricavi per 720,6 milioni.

Per il trimestre in corso, la società si attende un fatturato compreso tra 710 e 760 milioni di dollari e una perdita compresa tra 2 e 4 centesimi per azione. Anche in questo caso, gli analisti si attendevano dati migliori, con un utile per azione di sei centesimi e un fatturato a 669 milioni.

Ma l’ex amministratore delegato Andrew Mason, licenziato un anno fa per i conti rosso della società, spiega che sul trimestre graveranno le spese di marketing e le recenti acquisizioni, come il retailer di moda Ideeli e la società di e-commerce sudcoreana Ticket Monster.

Tra i dati positivi vi è la crescita delle transazioni su dispositivi mobili, che segnano un +10% nel trimestre a quasi il 50% alla fine dell’anno, trainate dallo shopping natalizio. E sale anche il numero degli utenti attivi, cioè di coloro che negli ultimi 12 mesi hanno effettuato un acquisto, tramite un buono Groupon. Crescono del 9% a 77,9 milioni, di cui 20,8 milioni in Nord America, 14,2 milioni nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) e 9,9 milioni nel resto del mondo. Il fatturato è cresciuto del 43% nell’Emea e del 18% in Nord America, ma è sceso del 15% nel resto del mondo.

Le azioni Groupon hanno perso l’80% del loro valore dall’IPO del novembre 2011. Ieri, in chiusura si attestavano a 10,279 dollari, in rialzo del 2,58%, ma dopo la pubblicazione dei dati trimestrali hanno perso oltre l’11% nell’afterhours.

 

 

 

 

 

Argomenti: Borsa USA

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