Good Banks: prorogata scadenza offerte, UBI Banca in pre-allerta

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Ubi Banca pronta a discutere un'offerta per Banca Marche, Banca Etruria e Cassa di Risparmio di Chieti ma a precise condizioni. Sulle good banks la partita è sempre aperta

Il dossier relativo alla cessione delle good banks potrebbe restare aperto ancora per qualche giorno in modo tale da agevolare il processo di vendita. E’ questa l’indicazione che il ministro dell’Economia Padoan ha fornito in merito al processo di vendita di Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara.

La possibilità che si arrivasse ad una una seconda proroga era stata già ventilata nei giorni scorsi quando le stesse voci su un interesse di Ubi Banca per tre delle quattro good banks erano diventate più solide. Alla luce delle parole del ministro dell’Economia, è quindi quasi certo che la scadenza del termine per la presentazione delle offerte fissata ad oggi 30 settembre subisca un leggero slittamento per motivi prettamente tecnici.

Tutta l’attenzione degli investitori è comunque rivolta ad Ubi Banca. Secondo alcuni rumors citati da Milano Finanza, Ubi avrebbe messo in stato di pre-allerta il suo consiglio di gestione e quello di sorveglianza. E’ quindi possibile una riunione dei due importanti organi entro la giornata di oggi. Sui tempi precisi dei board non esistono indicazioni precise. E’ certo, però, che i due consigli dovevano essere inizialmente convocati per questa mattina. Successivamente, però, è trapelato lo spostamento delle riunioni al tardo pomeriggio.

Ubi banca offerta good banks

Informazioni sicure ci sono invece in relazione all’ordine del giorno delle riunioni. Sul tavolo, infatti, c’è la presentazione di un’offerta non vincolante per Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. CariFerrara, come abbiamo già anticipato ieri, sarebbe esclusa completamente dall’offerta.

La strada per la cessione ad Ubi di tre delle quatto banche poste in risoluzione lo scorso novembre non sarebbe comunque in discesa.

Fonti vicine all’operazione, infatti, affermano che Ubi avrebbe posto precise condizioni: la cessione delle sofferenze alla Rev (150 milioni); l’eliminazione delle esposizioni non performanti che i tre istituti hanno rimediato negli ultimi mesi (si parla di circa 3 miliardi di euro) e la possibilità di usare il credito fiscale di 800 milioni di euro nato dalle perdite fiscali (650 milioni di euro).

Queste tre richieste suggeriscono che la strada per l’effettiva cessione dei tre istituti sia ancora lunga. Del resto si parla anche apertamente della possibilità che Ubi lanci un aumento di capitale limitato per sostenere l’acquisizione.

Le incertezze sull’operazione “good banks” unite al ciclone Deutsche Bank, stanno intanto mandando in profondo rosso il titolo Ubi Banca. La quotata, a Piazza Affari, è in ribasso del 2,92%

 

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