Fusione Unipol Fonsai: sindacati sul piede di guerra

Forte contrarietà delle associazioni dei lavoratori dopo il primo incontro con Unipol sul piano di ristrutturazione

di Carlo Robino, pubblicato il

Partono nel peggiore dei modi le trattative fra Unipol e sindacati sulle modalità concrete della fusione fra Unipol, Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni. Il piano industriale proposto ieri dall’azienda ai sindacati prevede 2.240 esuberi ovvero un quarto degli attuali dipendenti (8.165), anche se circa una metà delle fuoriuscite potrebbero essere assorbite attraverso le dismissioni di asset previsti per ottemperare agli impegni presi con l’Antitrust (su cui le sigle sindacali chiedono maggiore chiarezza). Il piano Unipol prevede anche la mobilità volontaria fra le varie sedi del gruppo (che prenderà il nome Unipol Sai) e non esclude l’applicazione della legge 223 sui licenziamenti collettivi. Durissima la reazione dei sindacati che in una nota congiunta denunciano l’elusione “delle garanzie fondamentali” e parlano di “inaccettabili ricadute sulla vita di migliaia di famiglie”. La posizione dell’azienda, spiegano, “non consente uno sviluppo della trattativa coerente con le tutele richieste dalle organizzazioni sindacali e presenti in tutti gli accordi sottoscritti nei grandi gruppi assicurativi”. I sindacati così hanno annunciato che da giovedì  partiranno assemblee nei luoghi di lavoro per promuovere adeguate iniziative di mobilitazione.

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