Fusione Unicredit SocGen? Ci sono anche dei piani B sulle ipotesi di M&A

Con i dossier Milano e Torino, Unicredit è pronta a cedere nuovi pacchetti di crediti deteriorati

di Enzo Lecci, pubblicato il
Con i dossier Milano e Torino, Unicredit è pronta a cedere nuovi pacchetti di crediti deteriorati

Da tempo si parla di una possibile fusione tra Unicredit e la francese Societe Generale. Le indiscrezioni su questo scenario non si sono però mai tradotte in nulla di concreto (Fusione Unicredit Societe Generale: molto rumore per nulla?). Secondo Milano Finanza poichè l’ipotesi integrazione tra il colosso bancario italiano e quello francese è, operativamente parlando, di difficile attuazione, in casa Unicredit sarebbe già pronto un piano B anzi più piani B. Scrive il quotidiano finanziario che se dovesse saltare l’operazione con Société Générale – che potrebbe richiedere fino a 7 miliardi di euro di capitale – la banca guidata da Mustier potrebbe rivolgere le proprie attenzioni altrove, magari verso la spagnola Bbva o l’olandese Abn Amro. Secondo Milano Finanza “l’incertezza che grava sul rating italiano è infatti un elemento di vulnerabilità che potrebbe ritardare o compromettere del tutto l’esito dei negoziati”. Il capitale da trovare rappresenterebbe inoltre “uno sforzo davvero notevole per gli azionisti di Unicredit, che solo 18 mesi fa hanno sostenuto un aumento di capitale da 13 miliardi di euro”.

Sempre Unicredit è stata al centro di un articolo apparso nell’edizione di oggi del Sole24Ore e incentrato sulla questione dei crediti deteriorati. Secondo il quotidiano di Confindustria, Unicredit starebbe per cedere 2 miliardi di euro di non performing loan secured. I due dossier sono stati denominati rispettivamente Milano e Torino. Il dossier Milano riguarda un miliardo di npl secured e sarebbe arrivato alla fase delle offerte mentre per quello che riguarda il dossier Torino “ci sarebbero in corsa, secondo indiscrezioni, gruppi come il fondo statunitense Cerberus e anche l’italiana Banca Ifis”.

Le indiscrezioni sulla cessione di un nuovo pacchetto di Npl e di un piano B nel caso di fallimento dell’ipotizzata integrazione tra Unicredit e SocGen, potrebbero condizionare l’apertura del titolo bancario a Piazza Affari.

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