Fusione Fonsai Unipol: via libera “con raccomandazioni” dall’Ivass

L'authority subordina l'integrazione al rispetto di alcune raccomandazioni inviate a Bologna in una lettera. La procedura d'esame sul processo di integrazione era iniziata lo scorso dicembre

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fonsai unipolL’Ivass ha concesso il via libera alla fusione tra Unipol, Premafin Finanziaria, Fondiaria Sai e anche di Milano Assicurazioni, qualora l’assemblea dei soci di quest’ultima lo deliberi. La decisione giunge dopo che il procedimento era stato avviato dall’authority lo scorso 28 dicembre, su istanza delle società interessate. L’esame era stato sospeso lo scorso 21 febbraio, a seguito dell’intenzione dell’Ivass di ottenere il rilascio dei pareri e di informazioni da parte degli organi societari e delle autorità nazionali ed estere.

Sempre il 21 febbraio era stata anche avviata un’ispezione su Unipol, FonSai e Milano Assicurazioni, tesa ad accertare il rispetto dei criteri di sana e prudente gestione e il possesso da parte della incorporante Unipol dei margini di solvibilità necessari per il caso di fusione e anche qualora Milano Assicurazioni non partecipasse a questo secondo step dell’integrazione.

L’authority ha giudicato Bologna nel possesso di tali requisiti e ha definito la fusione il secondo passo dell’integrazione, volta a sanare le carenze di gestione e di solvibilità riscontrate a suo tempo in FonSai e nella controllante Premafin.

 

Le raccomandazioni dell’Ivass

Al contempo, l’Ivass ha inviato una lettera a Unipol, dove prescrive l’osservanza di alcuni principi: il rafforzamento della governance, politiche prudenziali nella distribuzione degli utili e procedure di controllo più accurate.

Con l’ok alla fusione si giunge alla fase “calda” di un processo iniziato alla fine di gennaio del 2012, quando Unipol manifestò il suo interesse per l’acquisizione del controllo della galassia finanziaria della famiglia Ligresti. Un percorso accidentato, quello di Bologna, che in teoria avrebbe desiderato chiudere la partita entro la fine dell’estate dello scorso anno, mentre sono intervenuti diversi fattori, specie di natura giudiziaria, che hanno ritardato la fusione tra i due gruppi. E’ di questi giorni l’epilogo drammatico delle inchieste della magistratura sui Ligresti, con l’intera famiglia arrestata (il figlio Paolo è in Svizzera), così come gli amministratori apicali da essa nominati negli anni della gestione dell’ingegnere (A Fonsai i guai giudiziari dei Ligresti non interessano e Fondiaria Sai-Ligresti: indagati membri del collegio sindacale)

Sulla fusione, poi, pesa anche l’ombra di una possibile Opa obbligatoria su FonSai, dalla quale Unipol è stata esentata un anno fa, trattandosi di un’operazione di salvataggio, ma alla luce dei riscontri in sede giudiziaria sui danni subiti dagli azionisti di minoranza, l’ipotesi potrebbe tornare in auge.

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