Fusione Fonsai Unipol, nuovi ostacoli per Bologna

Domani si vota sull'azione responsabilità contro i Ligresti. Unipol è in imbarazzo e potrebbe rispondere con soldi propri

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Ancora un ennesimo ostacolo alla strada che dovrebbe portare alla fusione tra Unipol e Fondiaria Sai in estate e alla nascita della nuova Unipol Sai. Dopo lo stop dell’Ivass, che ha richiesto informazioni supplementari alle due compagnie sugli attivi e le riserve, Bologna si trova in una situazione apparentemente senza vie d’uscita, con riguardo alla votazione prevista per domani dell’assemblea di FonSai, dove il commissario “ad acta”, Matteo Caratozzolo, proporrà un’azione di responsabilità contro Salvatore Ligresti, i figli Giulia, Jonella e Paolo e altri 19 amministratori sotto la loro gestione (Fondiaria Sai: al via le azioni di responsabilità verso i Ligresti).

Ma appena un anno fa, Unipol aveva firmato un accordo per la cosiddetta “manleva”, con cui escludeva gli amministratori da eventuali azioni di responsabilità. Manleva, va detto, in un primo tempo accordata anche ai Ligresti, ma poi depennata dal contratto, dopo che la Consob aveva espressamente richiesto alla compagnia emiliana di escludere la famiglia, onde evitare di dovere lanciare un’Opa obbligatoria sulle azioni di minoranza in FonSai.

 

Assemblea azionisti Fondiaria Sai: cosa farà Unipol?

Adesso, lo scenario è maledettamente complicato per Unipol. Domani, l’azionista di maggioranza dovrà stabilire con cautela cosa fare. Se dovesse votare in favore dell’azione di responsabilità, esso potrebbe essere chiamato a rispondere da parte degli amministratori della violazione dell’accordo, dovendo così risarcirli del danno. In pratica, Unipol voterebbe così contro se stessa, perché il danno chiesto agli ex amministratori lo pagherebbe essa stessa.

In alternativa, Unipol potrebbe votare contro l’azione di responsabilità, ma in questo modo si esporrebbe alla richiesta della Consob di lanciare un’Opa obbligatoria sulle azioni di minoranza in FonSai, in quanto il documento da approvare o respingere in assemblea è unico, pertanto, non è possibile separare la posizione dei Ligresti da quella degli altri amministratori.

Una terza via per Bologna, attualmente la più probabile, consisterebbe nel non presentarsi al voto, per evitare di incappare nelle conseguenze di una partecipazione al voto. Ciò implicherebbe, tuttavia, lasciare tutto il potere decisionale ai soci di minoranza, come Sator e Palladio, i quali hanno contrastato duramente e con ogni mezzo disponibile la fusione tra le compagnie.

Con la conseguenza che in assemblea potrebbero essere presentate integrazioni, estensioni ad altri soggetti, rendendo possibilmente ancora più ripida la via di Unipol per l’integrazione con l’ex compagnia dei Ligresti.

 

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