Fusione Fonsai Unipol: 2.200 esuberi in agenda

Si manifestano i primi effetti operativi della fusione Unipol - Fondiaria Sai. Sindacati preoccupati mentre a Piazza Affari le vendite continuano a colpire la galassia Unipol Sai.

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Unipol ha comunicato ai sindacati l’intenzione di procedere a 2.200 esuberi fra le fila di Fondiaria Sai. E’ questo l’effetto drastico (Fonsai ha attualmente 8.100 dipendenti) della fusione che sarà operativa nella seconda metà dell’anno. In particolare i licenziamenti saranno concentrati principalmente presso le sedi operative di Torino e Bologna.

Sono ancora poco chiari i dettagli della cura dimagrante, anche se la stima iniziale potrebbe ridursi di una metà per l’effetto delle possibili cessioni che l’Antitrust imporrebbe ad Unipol.

E’ prevista infatti la cessione di un ramo d’azienda attraverso il gruppo Milano Assicurazioni che porta in dote 1,7 miliardi di premi assicurativi. Se questo scenario si realizzasse, gli esuberi si ridurrebbero a 1100. E’ proprio il destino di questi 1100 lavoratori a preoccupare, e non poco, il sindacato. Se è infatti vero che 900 dipendenti potranno accedere alla pensione attraverso il fondo di sostegno al redditto, è altrettanto vero che altre 200 unità sarebbero escluse da questo ammortizzatore. Quale sarebbe quindi il loro destino? A questa domanda le dirigenze delle compagnie assicurative impegnate nella fusione dell’anno non hanno fornito alcuna risposta.

Ad oggi è però certo che l’obiettivo della nuova Unipol Sai, che muoverà i suoi primi passi non prima di luglio 2013, è quello di diventare la terza compagnia d’Europa e la seconda in Italia dopo Generali. E’ in questo contesto che va letto il destino degli esuberi. Chiaramente inevitabile la replica dei sindacati:  ‘La reazione dei sindacati e’ assolutamente negativa” ha detto Renato Pellegrini, responsabile assicurativo della Uilca. La Fisac Cgil stima 130 milioni di euro di risparmi per Unipol e manifesta preoccupazione per il fatto che a dicembre l’azienda non ha rinnovato un accordo che da anni regolava i trasferimenti su base volontaria e non consentiva licenziamenti. 

 

Raffica di vendite sulla galassia Unipol Sai

I rumors incessanti e contrastanti sul piano esuberi di Unipol Sai stanno alimentando le vendite sulle azioni delle quattro società coinvolte nel progetto di integrazione. A Piazza Affari, infatti, Unipol cede il 2,7%, Fondiaria Sai il il 2,43% e Premafin il 5,8%.

I cali di oggi sono da imputare anche alla recente mossa di Mediobanca. Piazzetta Cuccia, infatti, ha comunicato di aver ceduto tutte le azioni detenute a seguito della partecipazione ai consorzi di garanzia delle ricapitalizzazioni di via Stalingrado e di Fonsai (Fusione Unipol Fonsai: Mediobanca esce dai consorzi di garanzia). 

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