Fiat, quotazione negli USA e residenza fiscale a Londra. Ecco tutti i dettagli dell’operazione

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Fiat Chrysle, Marchionne sposterà sede all'esteroA due giorni dal consiglio di amministrazione di Fiat, il Wall Street Journal anticipa alcune indiscrezioni sul piano che l’ad Sergio Marchionne presenterà al board. A poche settimane dalla firma dell’accordo coi i sindacati della Uaw, a capo del fondo Veba, con cui il Lingotto si è aggiudicato anche il restante 41,5% di Chrysler, salendo al 100% di Detroit, il destino del gruppo automobilistico italo-americano sembra allontanarsi davvero dall’Italia. La quotazione del titolo avverrebbe a New York per il WSJ, così come la residenza fiscale dovrebbe essere registrata a Londra, in modo da pagare meno tasse sugli utili. A beneficiarne sarebbe la cassa degli Agnelli, la Exor.

Il quotidiano finanziario americano non accenna alla sede legale, che in teoria potrebbe essere negli stessi USA, ma rumors vorebbero che sarà trasferita in Olanda, similmente a quanto già accaduto negli scorsi mesi con la controllata Cnh.

La nuova configurazione sarebbe così ottimale per Fiat-Chrysler: attingerebbe ai capitali di Wall Street, il mercato più liquido al mondo, riducendo così il costo del suo rifinanziamento; pagherebbe meno tasse sugli utili e avrebbe un veste legale, in grado di preservare il controllo della dinastia Agnelli, anche nel caso in cui dovesse diluirsi la sua partecipazione, in seguito a un aumento di capitale.

Ma all’Italia rimarrebbe un contentino: Torino continuerebbe ad essere la sede di riferimento del gruppo per il mercato europeo. E Piazza Affari potrebbe ospitare una quotazione secondaria del titolo.

Altro aspetto è legato all’acronimo che sarà utilizzato per il listing negli USA. Quasi certamente, Fiat scomparirà, perché sarebbe impensabile che sia conservato, insieme alla denominazione della controllata americana. Al contrario, il nome sia di Fiat che di Chrysler rimarranno nella denominazione del gruppo post-fusione.

E il logo potrebbe contenere la scritta “Fiat Chrysler motor company”, ipotesi ancora in attesa di essere verificata e discussa.

Di certo, gli analisti si attendono che il gruppo dovrà trovare nuovi capitali sul mercato, probabilmente per meno di un miliardo di euro, al fine di attuare le politiche industriali e di rilancio dell’Alfa Romeo, volute da Marchionne, in assenza di cash sufficiente da parte di entrambe le case.

 

 

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