Fiat accelera: file IPO Chrysler già entro questa settimana

Sergio Marchionne ammette la presenza di distanze con Veba sulla valutazione del 41,5% di Detroit. IPO di Chrysler è possibile nel primo trimestre 2014

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Fioat ChryslerLo scorso venerdì, l’ad Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, aveva spiazzato tutti, annunciando che le distanze con il fondo Veba, gestito dai sindacati dei lavoratori della casa automobilistica di Detroit, in possesso del 41,5% di Chrysler, sono aumentate, anziché diminuite

 

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Il pomo della discordia è la valutazione della quota in mano a Veba, che stando al patto sottoscritto nel 2009, all’epoca del salvataggio dell’azienda, potrà essere ceduta a Fiat a un prezzo determinato. Ma sull’esercizio della prima e della seconda call option, ciascuna relativa a una fetta del 3,3%, non c’è stato accordo con Torino, tanto che pendono due ricorsi davanti al giudice di Delaware. Tuttavia, a differenza di quanto ci si aspettasse, il tribunale non si dovrebbe esprimere prima dell’inizio del 2015, tempo eccessivo per i tempi delle varie operazioni in cantiere per Detroit.

Marchionne valuta la quota del 3,3% intorno a 139,7 milioni di dollari, per una valutazione complessiva del 41,5% in mano a Veba di meno di 4,2 miliardi, già superiore al range di valutazione di 3-3,5 miliardi degli analisti. Ma Veba insiste e avrebbe chiesto 5 miliardi, tanto da fare andare su tutte le furie il manager italo-canadese, che ha sbroccato, sostenendo che Veba dovrebbe “comprare un biglietto della lotteria”.

 

Ipo Chrylser a rischio e pericolo

E la novità di queste ultime ore è che l’allontanarsi dell’accordo con Veba avvicina l’IPO. In sostanza, non essendoci accordo alcuno sulla valutazione della quota in mano ai sindacati, questi potrebbero quotare almeno parte del capitale, in modo da ottenere una valutazione da parte del mercato e nello stesso tempo monetizzare.

Marchionne ha annunciato, quindi, che Fiat si tiene pronta per presentare la documentazione per l’IPO già entro questa settimana (“la terza di settembre”), aggiungendo che ciò sarebbe indispensabile per evitare valutazioni abnormi del titolo.

Quanto ai tempi, il manager ritiene che la quotazione potrebbe avvenire anche a dicembre, ma trattandosi di un mese poco idoneo per andare in borsa, l’IPO potrebbe essere rimandata al primo trimestre del 2014. In ogni caso, spiega, i sindacati non sono soci di lungo periodo e il loro intento sarebbe solo di monetizzare dalla quota in loro possesso.

Di certo, però, il Lingotto corre due rischi, tanto che il titolo ne ha risentito già lo scorso venerdì, cedendo circa un punto e mezzo percentuale in borsa. Il primo consiste nello slittamento dei tempi per la fusione Fiat Chrysler, mentre il secondo sarebbe il possibile aumento dei costi per l’acquisizione del restante 41,5% della controllata. 

Spostandoci a discorsi prettamente italiani, durante il suo intervento Marchionne ha anche affermato che è sua intenzione mantenere in Italia la produzione di Aolfa Romeo.

 

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