Fca: Manley all’esame delle trattative con Marelli

L'ipotesi di cessione di Magneti Marelli resta la preferita per il management del Lingotto rispetto alla quotazione in borsa

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L'ipotesi di cessione di Magneti Marelli resta la preferita per il management del Lingotto rispetto alla quotazione in borsa

Sono passati i tempi in cui Sergio Marchionne era il dominus incontrastato di tutto ciò che succedeva al Lingotto. Tanto che i critici dell’ex amministratore delegato scomparso la scorsa estate definivano la gestione di Fca non ottimale in quanto la politica dell’ uomo solo al comando non si addiceva a un gruppo ormai globale come la casa automobilistica italo-statunitense.

Oggi infatti, si lege su Milano Finanza, le strategie in Fca prevedono una gestione più collegiale in cui il ceo Mike Manley (uomo soprattutto di marketing) è affiancato in maniera più operativa dal cfo Richard Palmer (che apporta le sue competenze finanziarie) e soprattutto dal presidente John Elkann che -cresciuto sotto Marchionne- ha ora un ruolo molto più hands-on su quanto succede non solo nella capogruppo Exor (di cui è presidente e amministratore delegato) ma anche nelle controllate principali quali appunto Fca .

Però è evidente che la partita che si sta giocando su Magneti Marelli rappresenta una prima prova del fuoco per Manley. Cedere la controllata del lighting era sempre stato un vecchio pallino di Marchionne. La società di Corbetta (Milano) da tempo rappresentava una sorta di animale strano con un business, quello delle batterie, poco redditizio, mentre un altro, quello dei sistemi di illuminazione, che col tempo è cresciuto fino a essere uno dei migliori nel comparto. La società guidata da Pietro Gorlier è riuscita nel tempo a uscire dalla sfera captive (cioè di fornitore della casa madre) per riuscire a stare sul mercato da sola. Di qui l’idea di cedere la controllata a un prezzo interessante per fare cassa. Le trattative però non decollarono mai sino al punto di essere concrete e Marchionne optò per uno scorporo della Magneti Marelli con successiva quotazione in borsa.

L’ipotesi prevalente infatti – come nel caso della quotazione di Ferrari nel 2015- era quella di mettere sul mercato un quota del capitale. Solo nei mesi successivi (i maligni sostengono per il peggioramento delle condizioni di mercato) fu deciso uno spin-off e quotazione in borsa, ma senza cessione di nuovi titoli. In pratica a ogni azionista Fca si sarebbe assegnato un certo numero di azioni di Magneti Marelli in modo da replicare nella azionariato della controllata del lighting lo stessa struttura di capitale della casa automobilistica. Ed è su questa strada che Fca si sta ufficialmente ancora muovendo, dopo aver depositato in giugno il progetto di scissione di Magneti Marelli. Ciò detto è evidente che l’ipotesi di cessione resta la preferita per il management del Lingotto.

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