Esuberi Telecom Italia: punti dell’accordo azienda-sindacati

Nella notte arriva l'accordo tra Telecom e i sindacati: niente licenziamenti, ma ricorso a contratti di solidarietà e pensionamenti. Il customer care si salva dall'esternalizzazione

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Accordo raggiunto tra azienda e sindacati sui circa 3.350 esuberi in Telecom Italia, dopo una nottata intensa di trattative per salvaguardare i livelli di occupazione, attraverso il ricorso all’uso degli ammortizzatori sociali e al miglioramento della produzione.

 

Contratto di solidarietà Telecom Italia esteso ai dipendenti di Telecom Information Technology

La società aveva annunciato già 3 mila esuberi, di cui 2.500 saranno gestiti con i contratti di solidarietà, mentre altri 500 lasceranno l’azienda, avendo maturato i requisiti per andare in pensione. Allo stesso tempo, Telecom ha comunicato che altri quasi 350 dipendenti di Telecom Information Technology saranno trattati allo stesso modo, con 322 lavoratori che saranno gestiti tramite contratti di solidarietà e altri 22 andranno in pensione.

 

Esternalizzazione customer care Telecom Italia: i sindacati vincono il braccio di ferro

Ma i sindacati hanno strappato all’azienda un altro punto importante, ossia che il servizio al cliente, il customer care, non sarà esternalizzato, né attraverso la cessione della divisione, né societarizzando la stessa in un’unità a parte. Questo, almeno fino al 2014. L’impegno a breve nell’internalizzare questo ramo d’azienda sarebbe un passo importante per stabilizzare l’occupazione.

 

Tensioni su Telecom Italia a Piazza Affari

Ma in borsa il titolo cedeva nella mattinata di oggi, anche perché l’assemblea dei soci convocata per il 17 aprile si preannuncia tutt’altro che tranquilla, dopo che Marco Fossati, socio al 4,9% della compagnia, ha presentato una mozione di sfiducia contro il management guidato da Franco Bernabé (Telecom in ribasso: approvati 3.000 esuberi).

Solo ieri, poi, l’ex monopolista era stato declassato da due broker, Bank of America – Merrill Lynch e Barclays. La prima ha abbassato il suo giudizio ad “underperform”, mentre la seconda a “equal weight” (Telecom Italia: Bofa Merrill abbassa il Rating a Underperform, target price inalterato).

Per BofA-Merrill Lynch, il problema di Telecom Italia si chiama debito e ciò a maggior ragione dopo l’emissione dell’ultimo bond ibrido a 60 anni, unica soluzione a cui ha dovuto ricorrere la società per fronteggiare il suo indebitamento eccessivo ed evitare una bocciatura del rating. Il mancato ricorso all’aumento di capitale, secondo la banca, sarebbe dovuto alla protezione dei soci di Telco da una diluizione di capitale.

Per Barclays, invece, Telecom sarebbe sotto pressione sul mercato italiano per la concorrenza agguerrita sul fronte dei prezzi, rispetto ai quali le sue tariffe sarebbero considerate insostenibili (Mediaset: Barclays Capital alza il Rating a Equalweight, target price inalterato).

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