Esuberi RCS: 110 giornalisti in meno al CorSera, sciopero della redazione

Oggi e domani il sito del Corriere della Sera non sarà aggiornato, domani e giovedì il giornale non sarà in edicola: è caos al CorSera

di Enzo Lecci, pubblicato il

Iniziano a delinearsi con crescente precisione in dettagli relativi al piano esuberi di RCS, le cui prime indiscrezioni sull’ammontare complessivo erano state già rese note a febbraio dall’ad Pietro Scott Jovane (RCS: 800 esuberi e 10 periodici da vendere).

Secondo un articolo di Italia Oggi, il piano esuberi prevede la riduzione di un terzo dell’attuale organico in forza al Corriere della Sera. I giornalisti oggetto del taglio del personale sarebbero ben 110 su un totale di 360 cronisti che ruotano attorno a Via Solferino.

Nel piano di riduzione dei costi lanciato da Pietro Scott Jovane non ci sono solo i licenziamenti del Corriere della Sera ma anche la cancellazione di molti benefit aziendali. Secondo Italia Oggi, il management di RCS punta alla drastica riduzione degli integrativi concessi ai dipendenti (come ad esempio corsi di lingua, tablet e auto aziendali) e al contenimento delle spese per collaborazioni estere e trasferte. Secondo il piano di Pietro Scott Jovane nel periodo compreso tra il 2013 e il 2015 dovrebbero essere risparmiati oltre 32 mln di euro.

 

Esuberi Corriere della Sera: rotte le trattative tra cdr e editore RCS

E’ chiaro che un piano esuberi dalla portata simile non possa passare inosservato a Via Solferino. Oggi e domani, infatti, è previsto uno sciopero dei dipendenti del CorSera in risposta all’annuncio aziendale contenuto in una lettera inviata al sindacato interno dei giornalisti. Interrotte inoltre le trattative tra cdr ed editore. Secondo quanto trapela da via Solferino la preoccupazione dei sindacati è legata proprio alle forme di attuazione del piano esuberi del Corriere della Sera. Se appena 50 giornalisti hanno i requisiti per accedere al prepensionamento, cosa ne sarà degli altri?

 

Sciopero Corriere della Sera: mercoledì e giovedì il giornale non sarà in edicola, martedì e mercoledì il sito sarà fermo

Care lettrici e cari lettori, domani e dopodomani il Corriere della Sera non sarà in edicola, il sito online non sarà aggiornato, e non usciranno tutti gli inserti settimanali. I giornalisti del Corriere con questi scioperi respingono nettamente il piano di ristrutturazione presentato ieri dalla direzione aziendale che prevede una riduzione dell’organico di 110 giornalisti su un totale di 355, il taglio di parti rilevanti delle retribuzioni effettive, la possibile vendita di sedi e riduzioni di pagine. Meno giornalisti, meno risorse significano semplicemente un Corriere meno autorevole e meno autonomo.

Il piano dell’azienda di fatto sfigura il primo quotidiano italiano (stando agli ultimi dati di diffusione) e appare addirittura suicida, visto che il Corriere tuttora presenta i conti in attivo e solo qualche giorno fa ha assunto due giornalisti. Il Comitato di redazione ha sempre accettato di discutere con l’azienda su come razionalizzare i costi e, soprattutto, su come aumentare i ricavi. Quello presentato ieri non è un piano di ristrutturazione, ma semplicemente un grossolano e inaccettabile intervento che mira alla distruzione del Corriere della Sera. Il Cdr continuerà a denunciare come alcune politiche aziendali (ad esempio l’acquisto del gruppo editoriale spagnolo Recoletos, che ha causato centinaia di milioni di debiti) abbiano portato all’attuale situazione della Rcs MediaGroup. Senza quelle scelte il gruppo avrebbe le risorse necessarie per affrontare la crisi. Il difficile momento che attraversa il settore dell’editoria richiede azionisti e manager all’altezza di un giornale come il Corriere della Sera.

 

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