Esuberi MPS: la verità su tagli al personale e linea “morbida” dei sindacati

La cifra di 5500 tagli al personale MPS fa quasi impressione ma va inquadrata nel giusto contesto. Ad agosto i primi esuberi attraverso prepensionamento

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La cifra di 5500 tagli al personale MPS fa quasi impressione ma va inquadrata nel giusto contesto. Ad agosto i primi esuberi attraverso prepensionamento

L’ufficializzazione del piano esuberi di Monte dei Paschi non ha provocato quelle polemiche che, nella quasi totalità dei casi, accompagnano questo genere di comunicazioni. Da parte delle sigle sindacali, infatti, non c’è stata nessuna levata di scudi e sui giornali non è montato alcun polverone. Eppure i numeri del piano esuberi Mps (5500 tagli al personale e 600 filiali da chiudere) non sono propriamente soft.

Cosa è avvenuto allora e perchè i sindacati hanno optato per una posizione morbida? Il fatto che il piano esuberi Mps non potesse che essere duro lo si sapeva da tempo ma questa consapevolezza da sola non basta a spiegare l’assenza dei soliti polveroni molto tipici di queste situazioni (Esuberi MPS: 5500 tagli (4800 con fondo solidarietà) e 600 filiali da chiudere, futuro sarà digitale).

Per capire le ragioni della linea morbida dei sindacati, è necessario andare a spulciare a quelli che sono i dettagli del piano esuberi. II progetto concordato tra banca, governo, Europa e sindacati, va infatti inquadrato nella sua giusta cornice. E’ vero che i tagli ammontano a 5500 unità (un numero gigantesco considerando quella che è la forza lavoro attuale di Mps) ma è necessario anche evidenziare come si è arrivati a questo numero.

I 5500 tagli, infatti, includono uscite che erano state già definite in altri piano oltre che le uscite riconducibili al turn over fisiologico. Quel 5500, quindi, è una cifra complessiva che tiene praticamente conto di tutto. Ma andiamo ancora avanti.

Le uscite già stabilite in precedenti accordi erano 600 mentre le uscite di tipo fisiologico sono 750 e quelle legate alle controllate estere della banca toscana 450. Se si sommano questi numeri, il totale degli esuberi Mps non è più di 5500 ma scende a 3700 (4000 se si considerano le uscite estere). Anche questo dato, però è da interpretare con le giuste misure visto che il piano di Monte dei Paschi prevede anche 500 nuove assunzioni.

Prepensionamenti MPS

Ad ogni modo, le 3700 uscite restanti verranno garantite attraverso i prepensionamenti. Questo montante di esuberi sarebbe già coperto visto che, stando ai più recenti dati forniti dal sindacato, si sarebbero ben 5000 risorse che sono prepensionabili.

Proprio per questo motivo l’annuncio dei tagli è perfettamente sostenibile grazie ai tanti strumenti in campo: dal fondo di solidarietà, alle uscite volontarie fino alla natural attrition.

Fin qui i conti sul reale piano esuberi Monte dei Paschi. Ma quando dovrebbe partire tutta questa operazione? Stando alle notizie in arrivo da Siena il primo scaglione di 1.200 lavoratori dovrebbe uscire già ad agosto. I lavoratori in esodo saranno individuati su un bacino di 1.700 persone prepensionabili.

Ma quale sarebbe il costo per Monte dei Paschi? Considerando un prepensionamento a 5 anni, sono gli stessi sindacati che parlano di costo medio di circa 200mila euro per ogni bancario. Il management di Mps ha ipotizzato accantonamenti per un miliardo e 150 milioni di euro per il quinquennio di durata del piano di uscite (2017-2021). Se tali indicazioni fossero confermate, Monte dei Paschi non utilizzerebbe quindi il fondo per la sua durata massima pari a 7 anni ma solo per 5 anni.

La posizione dei sindacati

Torniamo però a questo punto a uno dei dubbi iniziale che ci siamo posti al perchè, ossia, i sindacati stiano mantenendo un profilo basso. La risposta è nelle cifre che abbiamo elencato. E’ appunto considerando tali calcoli che si spiega il perchè della posizione collaborativa dei sindacati. In tal senso valgono per tutti le parole di Lando Mara Sileoni, segretario generale della Fabi, secondo il quali si è “evitato il peggio”. Dal rappresentante sindacale, una sola richiesta: “il piano di riorganizzazione presentato dall’amministratore delegato Marco Morelli sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie”. Anche queste parole sono sintomo di come il vento a Siena sia cambiato.

 

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